home  |  passionisti  |  links   |  contatti   |    
 
 
 
 

CACCIATORE DI ANIME

 

Una ragazza scandalosa

Per salvare un'anima sola, Paolo avrebbe dato anche la vita. Nelle sue innumerevoli missioni ne convertì un numero incalcolabile. Non badava a sacrifìci. Quante notti passò insonni confessando uomini che da anni vivevano lontani da Dio!

Sul palco, predicando, si sentiva che parlava l'apostolo in cerca di anime. Allora si trasformava; e anche quando da vecchio vi doveva essere trasportato a braccia da quattro uomini, acquistava un vigore giovanile. O non andare a quelle prediche, o convenirsi.

Non di rado le conversioni erano clamorose; resistevano pili che potevano, ma poi, come di schianto, dovevano cedere, con effetti salutari sui presenti.

A Pereta, per esempio, stava predicando la Passione del Signore. Tutto l'uditorio già piangeva per la commozione, quando si alzò in piedi una ragazza di vent'anni. Aveva fatto tanto parlare di sé coi suoi scandali!

Tutti gli occhi si puntarono su di lei. Paolo s'interruppe; e la ragazza disse ad alta voce, piangendo:

«Domando perdono di tutti gli scandali dati. Pregate per me, miserabile peccatrice! ».

Si può pensare quale impressione benefica fece su tutta l'udienza questa pubblica confessione, tanto più che la ragazza da allora intraprese un tenore di vita assai esemplare (Orbet. 581).

 

Da 13 anni non si confessava

E non erano necessarie molte prediche per smantellare certe fortezze invincibili ad altri. Il segreto di questi successi era quasi sempre la predica della Passione.

« Facendo la missione in un certo luogo narra lo stesso Santo ero tanto stanco, che avevo risoluto di non confessare neppure un Cardinale, se l'avesse chiesto. Ora successe che dopo la predica della sera, mentre mi ritiravo a casa per prendere un poco dì riposo, mi abbattei in un uomo tutto pensieroso, avvolto nel ferraiolo, e che stava appoggiato a una colonna, con la mano sotto il mento. Gli domandai:

" Fratello, vuoi forse confessarti? ".

" Padre si ", mi rispose.

" Vieni con me a casa ", lo invitai.

Giunti a casa, si confessò, e versò tante lacrime, che io credevo volesse morirmi ai piedi. "Erano tre­ dici anni che non si confessava. E domandatogli quante prediche avesse ascoltato, e che cosa mai l'avesse mosso a piangere con cuore cosi addolorato, rispose:

"Padre, io sono forestiero. Capitato a caso in questo paese, sono venuto a udire la sua predica. Ho udito in essa che la misericordia di Dio è cosi grande, che sebbene uno avesse, per cosi dire, infiniti peccati nell'anima, Iddio è sempre pronto a perdonargli, se si converte di cuore a lui. Nel sentire questo, io ho avuto grand'impulso di confessarmi, e questo mi si è accresciuto quando lei alzò il crocifisso, dicendo: 'Ecco questo sangue divino, queste ferite mortali, queste braccia fabbricatrici del cielo e della terra, stanno ancora aperte per abbracciare i peccatori pentiti che con confidenza ricorrono alla sua infinita misericordia '. Questo sentimento e stato quello che mi ha ferito il cuore di avere strapazzata la Divina Maestà " » (Vetr. 1149).

Narrando questo episodio, Paolo si commuoveva profondamente.

 

« Va, che sei dannato! »

La carità con cui accoglieva le anime che ritornavano pentite a Dio era davvero grande. I peccatori più rinomati accorrevano con fiducia al suo confessionale, perché sapevano di trovare in lui non un giudice severo, ma un padre pieno di bon­ tà e di tenerezza.

In un paese stava confessando da più ore, quan­do venne interrotto da un uomo che gli si accostò per dirgli in segreto:

«Padre, confessatemi, perché sono dodici anni che non mi confesso ».

« Attendete un momento, che vengo subito ».

Confessò ancora alcune persone, poi uscito dal confessionale lo condusse in sacrestia. Lo confessò e, prima di licenziarlo, gli chiese perché aveva atteso tanto tempo a confessarsi. Rispose:

« Padre, sappiate che dodici anni fa, essendo andato a confessarmi, il confessore cominciò a sgridarmi e, cacciandomi via, mi disse: " Va, che sei dannato". lo, spaventato e atterrito, mai più mi sono accostato al confessore ».

Dopo alcuni anni Paolo incontrò ancora questo uomo, che gli disse:

« Padre, sappiate che da quando mi confessai da voi, per grazia di Dio mi sono sempre conservato fedele al Signore, né mai più sono ricaduto in quei peccati (Vetr. 380).

 

« Calpesta questo Cristo! »

Difficilmente derogava a questa regola; solo in caso estremo usava severità, quando capiva ch'era l'ultimo espediente a disposizione per espugnare i renitenti alla grazia divina.

Terminata la missione di Bieda, ritornando al convento di Vetralla incontrò un uomo che bestemmiava. Acceso di santo zelo, estrasse il Crocifisso e presentandolo al bestemmiatore gli disse forte:

« Vedi un po' se ti da l'animo di calpestare questo Cristo! Animo, mettilo sotto i piedi! ».

Confuso, il bestemmiatore, si buttò in ginocchio dicendo:

«Perdono, Padre, perdono! ».

Piangeva. Paolo continuò:

« Se, dunque, non ti da l'animo di porti questo Crocifisso sotto dei piedi, perché lo bestemmi? ».

E prosegui il suo viaggio, lasciando il bestemmiatore pentito, inginocchiato in mezzo alla strada (Vetr. 678).

 

« Non l'uccidere, che si confesserà »

A riguardo della sua severità con qualche peccatore, è sensazionale la conversione narrata da Padre Lodovico del Cuor di Gesti.

Un giorno dell'anno 1758, nella chiesa del mon­ te Argentaro, un soldato gli chiese:

« C'è il Padre Paolo? ».

« No, è via, si trova a Vetralla».

A questa risposta il soldato rimase male. Padre Lodovico, notatolo, gli disse:

« Vuole forse confessarsi? ».

«Si vorrei confessarmi».

«Se non vuole altro che confessarsi, non mancherà chi la consolerà; vi sono sei confessori in questo Ritiro. Ora vado a chiamargliene uno ».

«E lei confessa? ».

«Si, confesso».

«Bene, se mi volesse fare la carità., mi vorrei confessare da lei».

« Volentieri».

Lo condusse nella stanza del Capitolo, dove vi era un grande Crocifisso. Appena lo vide si gettò in ginocchio e piangendo disse:

«Padre, mi perdonerà Iddio? ».

« Certamente la perdonerà disse Padre Lodovico . Atteso che l'ha lasciato venire fin qui, è segno che la vuoi perdonare».

« Bene, Padre. Prima però di confessarmi le voglio dire il motivo e la causa che mi ha mosso a venire. Sappia, Padre, che io a quattro anni peccai con una bambina più e più volte. Tutte le volte che mi confessavo, una voce interna mi diceva: " Confessati di quelle colpe ", ma mai mi è bastato l'animo di scoprirli, e questa è la prima volta che li scopro.

« Ora sappia come stando io dormendo, mi comparve il Padre Paolo, la Madonna Santissima e Gesù Crocifisso in mezzo. Il Padre Paolo cavò dal disotto del mantello una sciabola e minacciando di volermi uccidere mi disse: " Vattene al monte Argentavo, altrimenti ti uccido ". La Madonna gli fece cenno che non mi uccidesse dicendo: " Ci andrà, ci andrà". E mi svegliai tutto spaventato e tutto sudato.

«Dopo alcuni giorni ebbi la stessa visione, e Paolo minacciando di uccidermi con la sciabola, diceva: "Adesso si che non vi e più rimedio per tei ". La Madonna ancora gli disse: " Non l'uccidere, lascialo stare che ci andrà ".

« Sono venuto per vedere se vi sarà misericordia per me ».

« Si, che Dio le perdonerà ». Padre Lodovico lo confessò. Versò molte lacri­me il soldato, e terminò dicendo:

«Padre, narri ovunque questo fatto, acciò nessuno taccia i peccati in confessione». Quindi scese il monte Argentaro felice. La prima volta che incontrò Paolo, Padre Lo­ dovico gli disse:

«Padre, lei spaventa i poveri peccatori», e gli narrò l'accaduto. Paolo commentò:

« È l'angelo mio custode che ha preso la mia figura per convertire quell'anima; non è la prima volta che lo fa » (Orbet. 201).

 

Nella vasca d'acqua gelata

Se era necessario, per convertire i peccatori, si sottoponeva a penitenze durissime, che facevano venire i brividi a chi n'era testimonio, fosse pure stato dedito al male da antica data.

Una sera salì l'Argentaro per confessarsi da Pao­ lo un guardaboschi, carico d'armi e di peccati. Il Santo non lasciò nulla d'intentato per ridurlo a penitenza, ma riusci solo a fare un buco nell'acqua. Per ultimo estrasse la sua arma invincibile, il Crocifisso, glielo pose sotto gli occhi e gli parlò con fuoco della sua morte atroce; non ebbe il conforto di cavargli nemmeno una smorfia che indicasse pentimento.

Aveva sempre detto che « il mezzo più efficace per convertire le anime anche più perdute è il Cro­cifìsso » (Rom. 1701). Quella sera l'amarezza tentò d'avvelenargli il sangue. Anche il Crocifisso era inefficace a convertire certe anime perdute?

Il guardaboschi riprese le sue armi e scese len­ tamente l'Argentaro, col proposito di fare peggio di prima.

Ma Paolo ebbe un'ispirazione. Prese un sentiero che conduceva a un certo punto della macchia, dove sapeva esservi una vasca d'acqua gelata. Il freddo era intenso. Si gettò in quella vasca, alzò le braccia al cielo e attese pregando.

Giunse finalmente il guardaboschi, e visto Paolo nell'acqua gelata gli disse:

« Padre Paolo, che fate in quell'acqua gelata con tanto freddo? ».

« Vai pure rispose Paolo , faccio penitenza per i tuoi peccati».

A quella vista e a quelle parole il terribile guardaboschi si commosse, si gettò in ginocchio e, piangendo i suoi peccati, si confessò.

L'apostolo del Crocifìsso anche quella volta aveva vinto (Orbet. 499).

 

Bifolco inferocito

Anche i prodigi operava per ammollire i cuori impietriti nel male. Drammatica, a questo proposito, la conversione di un bifolco, nella quale per un pelo ebbe salva la vita.

Nel 1749 fu chiamato a Roma dal Papa a predicare una missione. Durante il viaggio all'eterna Città incontrò un bifolco che arava nel campo e bestemmiava orribilmente Dio e i Santi. Paolo si fermò, lo corresse, ma l'infelice continuò a bestemmiare. Allora estrasse il Crocifisso e mostrandoglielo gli disse:

« Questo Cristo e morto in croce per i tuoi pec cati, e tu lo bestemmi? ».

Il disgraziato, punto sul vivo, si volse a Paolo e lo caricò d'ingiurie, poi, preso l'archibugio, lo spianò per sparargli un colpo. Ma Paolo, senza pensare alla sua vita, si voltò ai buoi, mostrò loro il Crocifisso e disse:

« Giacché tu non vuoi rispettare questo Cristo, lo rispetteranno questi buoi! »

E i buoi, con le gambe anteriori, si buttarono in ginocchio dinanzi al Crocifisso.

A questa vista il bestemmiatore scoppiò in lacrime e, gettatosi ai piedi di Paolo, gli chiese perdono e domandò di confessarsi. Il Santo lo confessò e lo licenziò dicendo:

«Non bestemmiare più. Sta preparato, fra dieci giorni morirai'».

E dieci giorni dopo morì (Orbet. 247).

Queste sono le conversioni più note operate da Paolo; riferire tutte le altre, che ottenne nei suoi quaranta e più anni di fecondo apostolato, non è possibile, sono senza numero.

Con ragione i contemporanei lo definirono cacciatore di anime.

 

Torna all' INDICE TEMATICO

 
 
 



LA BIOGRAFIA


LA MISTICA


REGOLE E COSTITUZIONI


LETTERE AI FIGLI SPIRITUALI


IL DIARIO SPIRITUALE


IL PASSIONISTA SECONDO S.PAOLO


MASSIME SPIRITUALI


LA VITA DI S.PAOLO IN IMMAGINI


PREGHIERE A S.PAOLO DELLA CROCE

 

 

 
 

home  | passionisti  | links  |  contatti   |  
Copyright ? No Grazie : diffondete, stampate e utilizzate il contenuto di questo sito