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LA VERGA DI FERRO

 

Indemoniata che vola

Non sempre Paolo nei suoi viaggi o giri apo­stolici distribuiva grazie. Di quando in quando colpiva con le sanzioni della divina giustizia i pec­ catori induriti nel male.

A Rio, per esempio, nell'Isola d'Elba, una po­ vera donna era malmenata da suo marito per le calunnie infami d'una vicina. Si raccomandò a Paolo affinchè la liberasse da quella persecuzione continua.

Il Santo chiamò a sé la colpevole e la invitò a disdire tutte le sue calunnie. Promise di disdirsi. Con Paolo si portò alla presenza del marito della innocente; ma invece di ritrattare le calunnie le confermò. Paolo, con volto severo, le disse:

« Se dite che questo è vero, venite con me a confermarlo davanti a Gesù Sacramentato».

La calunniatrice si recò in chiesa con lui, la donna innocente e suo marito, e disse con sicurezza:

« Giuro che quanto ho detto e vero ».

Immediatamente venne invasa dal demonio, diventò nera come il carbone, e, con la lingua penzolante fuori la bocca, fu trasportata per aria in volute paurose.

Paolo iniziò gli esorcismi, moltiplicò preghiere, e finalmente l'infelice scese a terra, rimanendo tramortita.

Il Santo, allora, cavò la Pisside dal tabernacolo, con la quale toccò la testa e la lingua penzolante dell'ossessa, che ritornò subito in sé, libera dal demonio.

La lezione fu efficace; infatti disdisse tutte le imposture inventate, e l'innocente potè ritornare a casa felice col marito pienamente pacificato (Orbet. 254).

 

Settecento morti

Più impressionanti gli avvenimenti che turbarono la seconda missione che predicò a Pitigliano.

Lo speziale del paese, che abitava di fronte alla chiesa dove predicava Paolo, con sei altre persone ostili alla missione, percuotevano a turno un mortaio di bronzo con un pestello, facendo un fracasso indiavolato per disturbare la predica.

Lo sconcerto era grave; perciò Paolo mandò a dire allo speziale che cessasse di disturbare e che chiudesse la bottega durante le funzioni. Rispose indignato lo speziale:

« Che pretende, che vuole il Padre Paolo? La bottega non la voglio serrare! Qui sono in casa mia e faccio ciò che mi piace».

Quando il santo missionario seppe di questa arrogante risposta, commentò:

« Oh, poverino! non la vuoi serrare eh?! La bottega starà aperta, ma non per te! ».

Poi si raccolse in breve orazione e soggiunse:

« Si guardino bene lo speziale e i suoi compagni di continuare a disturbare, perché, se continueranno, Dio li castigherà! ».

Speziale e compagni se ne risero grassamente. Ma la predizione si avverò. Uno dei sei compagni, in seguito a rovinosa caduta, morì tragicamente sul colpo, e gli altri morirono entro breve tempo. Lo speziale, invece, dovette cedere la spezieria a un altro e fini in miseria.

Anche il popolo corrispose poco alla missione. Paolo dal palco gli predisse un grave castigo di Dio, scosse la polvere dai piedi, e parti, amareggiato. Poco dopo in Pitigliano « si introdusse una epidemia e in breve tempo vi morirono circa settecento persone» (Orbet. 466, 596).

Settecento morti! Capirono, allora, gli abitanti di Pitigliano che « con Dio non si scherza ».

 

Muore impiccato

Quatro anni dopo, nella missione data in Ronciglione, gridò forte contro gli odi e le vendette. Un uomo solo non volle fare la pace con sua madre. Prima di partire Paolo disse dal palco:

« Popolo mio, perdona ai tuoi nemici! Per colui che non perdona, Dio ha pronto gravi castighi. Ora io parto per Capranica, là mi attende una cattiva nuova».

A Capranica iniziò la missione, durante la quale gli fu annunziato che un uomo di Ronciglione, che odiava sua madre, portatosi «alla macchia a fare la legna da fuoco, mentre tagliava la legna, il ramo della pianta su cui era seduto improvvisamente si ruppe, ed egli cadde, e restò appic­ cato ad un altro ramo. I compagni di lavoro accorsero, ma era già morto » (Vetr. 364).

Cosi la profezia di Paolo ebbe, anche questa volta, tragica conferma.

« Quella casa andrà in dispersione »

«Nel 1759 narra don Giuseppe Cima, arciprete di Vetralla Paolo dava i pubblici Esercizi Spirituali al popolo di Vetralla; nel decorso di questi, una volta ritornato a casa si dimostrò alquanto amareggiato per avere avuto notizia che la famiglia Frateiacci e un certo sacerdote di Vetralla si facevano beffe di lui, della sua congregazione e delle sue prediche, né intervenivano mai ai Santi Esercizi nella Chiesa collegiata, con ammirazione e scandalo del pubblico, il quale sapeva di questa loro contrarietà.

L'amarezza di Paolo non era per il disprezzo della sua persona, ma della Parola di Dio, e dell'impedimento che si faceva al bene delle anime con questo scandalo. Variandone con me, proruppe in queste parole:

"Quel sacerdote morirà di morte repentina; e quella casa andrà in dispersione".

Queste parole non mi si cancellarono mai dalla memoria, temendo che si verificassero.

Infatti si verificarono; poiché quel sacerdote, il 7 maggio 1764, fu colpito da un accidente, nell'atto di porsi a tavola per pranzare, che lo privò affatto dei sentimenti, ed io, che fui chiamato subito ad amministrargli i Sacramenti, potei appena dargli l'estrema unzione con un unico segno di croce, poiché il poveretto poco dopo passò all'altra vita.

La famiglia Frateiacci poi, che era una delle più. facoltose, da quel tempo che Paolo fece la pre­ dizione incominciò a decadere, tanto che presentemente e all'estremo della miseria, e per non morire di fame deve elemosinare, e sempre più va di male in peggio, come Paolo aveva predetto » (Rom. 717).

Nuova e severa conferma questa che « non si disprezza impunemente la Parola di Dio e i suoi ministri che l'annunciano».

 

« Uno morirà nella bettola »

Alcuni buontemponi di Sabina pagarono assai caro l'ostinato rifiuto d'accogliere i pressanti inviti di Paolo alla conversione.

«Nel predicare in tempo di missione in quel paese, il Santo inveiva contro gli ostinati e quelli che non volevano approfittarsi della parola di Dìo predicata, minacciandoli in modo insolito e straor­ dinario, talmente che si capiva benissimo essere egli mosso dallo Spirito dì Dio a parlare in quella guisa. Disse:

" Terminata questa missione, Gesti ne farà un'altra terribile e spaventosa. Tutti gli ostinati che non si convertiranno moriranno di morte improvvisa ".

« Ad uno in particolare, poi, disse dal palco che sarebbe morto improvvisamente dentro la bettola ».

« Difatti si verifica, dopo la detta missione, che in termine di due mesi, morirono sei persone, che apparivano ed erano tenute per gente di poco timor di Dio, e morirono chi ammazzato, chi affogato, chi di caduta, ed uno mori di morte improvvisa dentro la bettola» (Vetr. 902. Proc. Ap. Vit. 555).

 

Predice la morte di una monaca

Anche con le anime consacrate a Dio il Padre Paolo dovette maneggiare la spada della divina giustizia, non senza profondo rincrescimento.

In un monastero, mentre predicava sul giudizio universale, esclamò:

« Olà, chi dorme? Anche per essa tra poco suonerà questa tromba! ».

E la monaca che dormiva, la madre badessa, poco dopo morì (Vetr. 904).

« Figliuolo, metti giudizio »

« Venne a confessarsi dal Padre Paolo, durante la missione di Valentano, un sacerdote poco esemplare, ma con quale miglioramento si seppe dal medesimo sacerdote, per pubblica confessione fatta da lui moribondo ».

«Presenti i sacerdoti di quella terra, prima di ricevere il ss.mo Viatico, chiesto a tutti perdono dello scandalo dato, disse:

"Sappiate tutti come nella passata missione di maggio mi confessai dal Padre Paolo, che mi negò l'assoluzione; ma tornato io con pianti a lui, mi disse queste parole, dopo aver io promesso di ab­ bandonare quella casa":

"Figliuolo, va e metti giudizio, che questa e l'ultima misericordia che Dio ti usa, e sappi che se metti ancora piede in quella casa, prima che termini il mese di luglio, sarai citato al tribunale di Dio ".

"Non passò molto che tornai come prima... Pregate per me".

E poco dopo spirò » (Corn. 62. Vetr. 903).

In maggio la monizione severa di Paolo, in luglio, dopo due mesi, la morte del sacerdote infedele! Com'è puntuale la giustizia di Dio!

 

Una donna che non perdona

Nella missione che il Santo predicò a Vetralla nel 1751, una vecchia non voleva saperne di perdonare un'ingiuria ricevuta da un'altra donna. A tutte le insistenze di perdonare, rispondeva con secchi:

«No, no, noi ».

Paolo ne rimase disgustato quando glielo riferirono e disse con tristezza:

«Ebbene, Dio la castigheràl ».

Pochi giorni dopo l'infelice fu trovata morta nella sua casa, cosi deforme che incuteva spavento a guardarla (Rom. 717).

Questi casi non sono frequenti nella vita di Paolo della Croce, perché usava abitualmente l'arma della bontà, con la quale avrebbe ammansito anche le fiere della foresta.

 

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