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DIO LO ASSISTE

« Oh Provvidenza! »

Paolo si prodigava senza risparmio, nelle opere più varie, «alla maggior gloria di Dio», e Dio in cambio gli fu largo di aiuto e di assistenza, operando anche numerosi prodigi, tanto che pieno di stupore e di riconoscenza, talvolta esclamava:

« Oh Provvidenza! ».

In mille circostanze della sua vita laboriosa e travagliata esperimentò che la provvida mano dell'Alto a tempo opportuno interveniva in suo favore. Perciò uno dei cardini più solidi della sua dottrina spirituale era questo: illimitata fiducia nel Signore. Degli uomini non si fidava, di sé e della sua opera neppure, di Dio sempre.

A conferma i testimoni riferiscono molti episodi.

 

Assalito dagli assassini

Fu durante la sua gioventù che venne assalito da un gruppo di malandrini, decisi a togliergli la vita. Se lo risparmiarono, si deve attribuire a una particolare assistenza del Cielo che lo riservava ad opere maggiori.

Era sera, solo, per strade deserte, camminava tutto raccolto in Dio, quando senza che se ne accorgesse venne avvistato da alcuni banditi. Perché il colpo riuscisse bene, senza nessun incaglio, i delinquenti si nascosero dietro i folti cespugli ch'erano a fianco della strada e attesero.

Quando fu a pochi passi, sbucarono come belve sitibonde di sangue dai loro nascondigli, e l'assalirono con fare minaccioso e brutale. Sorpreso dall'improvvisa apparizione, si raccomandò di cuo­ re a Dio. Stavano già per colpirlo a morte, allo scopo di derubarlo con più facilità del suo denaro, quando, fatto animoso dalla paura, gridò:

« Per amor di Dio, salvatemi almeno la vita! ».

A queste parole rimasero alquanto sorpresi. Si vedeva, però, nella espressione torva dei volti, che la loro decisione era di ucciderlo a ogni costo, per non avere testimoni della rapina che stavano con­ sumando. Li pregò ancora una volta che, per amor di Dio, gli risparmiassero almeno la vita; poi estras­ se tutto il denaro che aveva con sé e lo consegnò loro, mentre in fondo al cuore non cessava di raccomandarsi a Dio.

Finalmente i facinorosi, come costretti da forza maggiore, desistettero dall'insano proposito, lo lasciarono libero, e, benché poco contenti dello scarso bottino realizzato, si eclissarono.

Egli, col cuore in gola, ritornò a Castellazzo, ringraziando Dio della visibile assistenza con cui gli aveva salvata la vita nella terribile avventura (Vetr. 289).


Un uomo misterioso a cavallo

Quando raccontava ciò che gli era successo a Bolsena, Paolo soleva dire: « // Signore non abbandona mai i suoi servi e quelli che confidano in Lui » (Vetr. 821).

Era in procinto di salire sulla barca per rag­giungere più presto Valentano, quando si accorse di non avere denaro per pagare il viaggio; pregò il barcaiolo di traghettarlo per amor di Dio, ma il barcaiolo si rifiutò recisamente, dicendo:

«Senza denaro non si viaggiai».

Paolo prese a scongiurarlo di fargli quella ca­ rità, e lo assicurò:

« Vi farò un biglietto col quale la vostra fatica sarà ripagata».

Non volle saperne di piegarsi, e borbottò ancora fra i denti:

«Senza denari non si viaggiai ».

Non riuscendo a ottenere nulla dal barcaiolo, Paolo allora si raccomandò con fiducia al Signore. E il Signore, più buono del barcaiolo, venne in suo soccorso.

All'improvviso si vide comparire un uomo a cavallo, ben vestito; smontò con agilità di sella, gli si avvicinò e gli chiese:

« E lei il Padre Paolo? ».

« Si, sono io rispose Paolo . Mi trovo qui senza denaro necessario per pagare la barca sino a Valentano. Ho pregato questo barcaiolo di trasportarci per amore di Dio (c'era con lui un altro sacerdote), ma si rifiuta di farci questo servizio senza denaro ».

Il misterioso cavaliere domandò al barcaiolo qua­ le somma era necessaria per il viaggio, saputala la versò e ripartì.

Paolo mentre si allontanava, pieno di ricono­ scenza, gli disse:

« Grazie, signore! Celebrerò una Messa per lei ».

« Non è necessario concluse il signore basta che mi raccomandi a Dio ».

E la barca con Paolo prese finalmente il largo.

Narrando questo episodio, il Santo si effondeva in espressioni di gratitudine al Signore per la bontà usata con lui in quella circostanza (Rom. 2245).

 

Smarrito nella selva

Gli avvenne più volte di smarrire la strada, nei suoi frequenti e lunghi viaggi, e di ritrovarla dopo aver invocato l'aiuto del Signore, come successe la prima volta che andò a Valentano.

Con due altri religiosi, in cammino alla volta di quel paese, fu sorpreso dalla notte prima d'arrivare alla mèta.

Entrò in un'osteria a chiedere elemosina e alloggio per quella notte, ma non ottenne nulla

Bussò alla porta di un convento, senza miglior fortuna. Stava per allontanarsi, quando il portinaio, mosso a compassione, lo fermò, gli diede una scodella di fave e l'alloggiò in una povera stanza.

Il mattino seguente ripreso il viaggio, dopo al­ cune ore giunse coi compagni nella sconfinata selva vicino a Valentano. In essa però smarrì la stra­ da giusta. Gira e rigira, non riusciva a trovare la via d'uscita. Si raccomandò a Dio, ed ecco una donna gli si avvicina per dirgli:

« Non c'è con voi il Padre Paolo? ».

Ne aveva sentito parlare, ma non lo conosceva ancora. Rispose il Santo:

« Il Padre Paolo sono io! Da più ore abbiamo smarrito la strada, e da ieri non mangiamo; volete aiutarci, per amor di Dio? ».

« Venite, Padre Paolo; da tanto tempo desideravo vedervi! Volentieri vi darò da mangiare in casa mia e v'insegnerò la strada».

E Paolo coi compagni seguì la donna, ch'era la signora Angelini; ebbe da mangiare e da riposar­ si. Poi continuò verso Valentano, ringraziando il Signore, che non abbandona mai i suoi servi (Vetr. 821).

 

Paolo avvelenato!

In una delle sue numerose missioni, alcuni individui, colpiti al vivo nelle loro passioni, tentarono perfino di farlo morire di morte violenta e tragica. Gli somministrarono una potente dose di veleno in una vivanda.

Paolo, ignaro delle tenebrose macchinazioni di cui era vittima, mangiò tranquillamente la vivanda avvelenata, e subito dopo lo colpirono terribili dolori viscerali. Dio però l'aiutò. Rimise tutto e fu salvo (Rom. 2303).

Gli autori del nefando attentato rimasero ben sorpresi, quando rividero il Santo sul palco e lo udirono predicare con più forza e ardore contro i vizi! Non ritentarono l'impresa, perché capirono che Dio era con lui.

« Presto, esci dal bagno! »

Per curare i mali di cui soffriva, Paolo parecchie volte prese i bagni nei luoghi indicatigli dai medici.

Avvenne che «andato ai bagni di Vignone in Toscana per le sue indisposizioni, una mattina stando in acqua, si senti mancare per la debolezza, e udì una voce interna dirgli:

" Presto, esci dal bagno! ".

Usci immediatamente, e, appena fuori, cadde a terra tramortito » (Vetr. 289).

Di certo, senza l'avviso dell'Alto, il Santo sareb­ be annegato miseramente nel bagno.

 

Scivola sullo scoglio del mare

Era diretto a Longone, dove l'avevano invitato a predicare la missione. Verso sera, alla metà del viaggio, la barca su cui veleggiava toccò terra, e Paolo ne approfittò per appartarsi a pregare.

Scelse uno scoglio solitario, presso il mare. Siccome lo scoglio era bagnato, scivolò e precipitò sino a toccare coi piedi l'acqua del mare. E fu provvidenza speciale del Signore se si fermò, perché il mare in quel posto era profondissimo, e di sicuro si sarebbe annegato.

Nel cadere percosse fortemente con l'osso sacro sullo scoglio, e restò non poco addolorato. Tuttavia potè incominciare e condurre a termine la missione a Longone (Vetr. 289).

 

« Non c'è più pane »

Più volte Paolo ebbe la conferma che Dio ha cura vigilante e premurosa di tutte le creature, anche le più fragili; perciò confidava illimitatamente che la sua provvidenza non l'avrebbe abbandonato nei momenti più critici del bisogno, e la sua fiducia non rimase mai delusa.

Infatti, nel convento di Vetralla, di recente fondazione e in assoluta solitudine, si trovò con tutta la Comunità senza pane e senza olio, e per di più era caduta tanta neve che era impossibile uscire per andare a farne provvista. I religiosi gli dissero:

« Padre, non c'è più pane! ».

Rispose:

« Confidate nella Provvidenza di Dio, fate orazione e non temete niente».

« Si, si, orazione mormoravano fra sé ma a corpo vuoto! ».

Poco prima di mezzogiorno, uscito dal conven­ to, pregava con fervore il Signore, dicendo parole grosse grosse, quando uno squillo energico di campanello richiamò la sua attenzione; corse alla porta e vide un vecchio con due mule cariche, una di pane fresco e l'altra di olio.

Fece scaricare e portare in refettorio tutto quel ben di Dio che la Provvidenza gli mandava nel momento giusto. Poi diede ordine ai religiosi di servire un ristoro al vecchio che doveva essersi affaticato molto nel venire al convento con quel tempo da lupi; ma alla porta non trovarono più né l'uomo, né le bestie, e nemmeno videro le orme dell'uno e le impronte delle altre, che naturalmente dovevano essere impresse nella neve (Rom. 1973). Dopo di che i religiosi di Vetralla dovettero convenire che Paolo aveva ragione di dire a loro: « Confidate in Dio, pregate e non temete niente». E anche quel giorno si saziarono convenientemente, ringraziando il Signore che li aveva provvisti con tanta bontà e abbondanza di pane e di olio.

 

Un Angelo sostiene Paolo

Alcune volte il Signore mandò anche i suoi Angeli ad assisterlo, aiutarlo e difenderlo.

« Predicando in una missione si ruppe una tavola del palco, e, cadendo, restò come sospeso a mezz'aria, sostenuto dal suo Angelo Custode. Dì fatti, se la cosa fosse andata secondo il naturale, avrebbe dovuto battere la testa sopra una grossa pietra» (Rom. 1043), con quelle gravi conseguenze che si possono immaginare.

 

Un Angelo predica per Paolo

In altra missione, durante la predica si sentì venir meno la voce e le forze, cosi che non riusciva più a parlare. Il Santo si raccomandò con fiducia al Signore, perché non l'abbandonasse in quella critica situazione.

Subito un Angelo lo liberò da quell'angustia perché, appena egli cessò di parlare, l'Angelo cominciò a predicare in sua vece, e con voce simile alla sua.

Il popolo non si accorse della mutazione di predicatore, ma se n'accorse Paolo, che notò il frutto strepitoso di quella predica e si confermò sempre più nella sua illimitata confidenza in Dio (Rom. 1974).

 

Una veloce passeggiata aerea

Così quel viaggio disastroso terminò con una bella e veloce passeggiata aerea.

« In una conferenza depone Rosa Calabresi Paolo mi disse che una volta aveva da fare un viaggio tanto lungo e disastroso, che sudava freddo a pensarvi. Era tempo d'inverno, faceva grandissi­ mo freddo, e vi era anche il gelo.

« Cominciò il viaggio confidato tutto in Dio, e siccome si camminava assai a stento, e si sdruccio­lava per le strade, egli, per compassione del suo compagno Padre Gianbattista, gli disse che mettes­ se i piedi dove li metteva lui, onde quel poveretto bisognava che sbalzasse ora di qua, ora di la, e nella stessa maniera andava lui per trovare il sito migliore dove appoggiare i piedi.

« Provava di ciò tanta pena. Trovandosi l'uno e l'altro in si gran patimenti, si rivolse ai santi An­ geli per qualche aiuto. Quando all'improvviso si vide trasportato da mano invisibile al luogo dove aveva da andare.

« Ma cercando con gli occhi il compagno e non vedendolo, rivoltosi di nuovo con gran confidenza agli Angeli, si raccomandò loro affinchè fossero andati a prendere il suo compagno. Difatti, di II a poco se lo vide comparire davanti e gli chiese come avesse fatto quel viaggio. Rispose Gianbat­ tista: " Bene, perché dopo che sei sparito, una mano invisibile mi ha preso e trasportato qui dove stiamo" '» (Rom. 1974).


Due Angeli lo trasportano

In un altro viaggio, d'inverno e con tempo orribile, dopo lungo cammino, si senti così stanco e sfinito di forze, con tremori e convulsioni in tutta la vita che, gettatosi a terra come morto, si rivolse al Signore, e disse con estrema confidenza, più col cuore che con le labbra:

« Signore, non vorrei morire in questo luogo, senza l'assistenza dei miei religiosi! ».

E si abbandonò totalmente nelle braccia amorose della Provvidenza. Allora si sentì sollevare dolcemente da mani delicate, apri gli occhi, e vide due bellissimi Angeli.

« Ma belli! », disse poi Paolo. Guardandoli escla­ mò giubilante:

« Oh, gran Provvidenza del Signore! ».

E col cuore pieno di gratitudine, sostenuto dagli Angeli, continuò il viaggio, e in brevissimo tempo, senza accorgersi della strada, si trovò fra i suoi religiosi del monte Argentaro (Rom. 1974).

Questi tratti singolari della bontà di Dio verso di lui, aumentavano sempre più la sua fiducia sconfinata nella Divina Provvidenza, tanto che spesso diceva:

«Se il Signore m'apre gli occhi a vedere i peri- coli da cui mi ha scampato, e le grazie che mi ha concesso, un giorno o l'altro mi troverete morto per amore presso qualche altare » (Vetr. 289).

 

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