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CON SEI PAPI

 

« Quanto voglio bene al Papa! »

Amava molto il Papa. I suoi religiosi lo sapeva­ no, perché non poche volte, nonostante fosse cosi restio a parlare di sé, manifestò loro la sua fervida e incondizionata devozione al Successore di Pietro.

Un giorno Padre Valentino di S. Maria Madda­lena andò a visitarlo in Roma. Da parecchio tempo non poteva lasciare il letto. Conversando gii disse :

«.Padre reverendissimo, so che il Papa le vuole bene ».

Si accese in volto e con vivacità rispose:

«Ed io voglio bene a Lui, e quanto gli voglio bene! ».

Additò il quadro del Santo Padre che sempre teneva appeso al muro della cella:

« Eccolo! lo prego sempre per Lui, giorno e notte! » (Vetr. 815).

E proseguì a parlarne a lungo con entusiasmo.


« Il Papa è Dio in terra »

Aveva una stima cosi smisurata dell'altissima di­gnità del Papa che a Rosa Calabresi giunse a dire :

« Figlia, il Papa è Dio in terra, Vicario di Gesù Cristo! » (Rom. 1971).

E discorrendo con Clemente XIV di quelli che poco la stimano osservò:

« Bisognerebbe che costoro capissero ciò che capisco e intendo io di tal dignità. Mi creda, Beatissimo Padre, che quantunque Vostra Santità abbia tanta bontà verso di me, pure tremo per la riverenza, atteso la grande vivezza di fede che Iddio m'infonde della sublime dignità del Vicario dì Gesti Cristo » (Vetr. 280).

 

Benedetto XIII e Clemente XII

Questo amore e stima straordinaria verso il Papa risaltano dalle sue frequenti relazioni che ebbe suc­ cessivamente con sei di essi.

Il primo che ebbe la gioia di conoscere fu Bene­ detto XIII. Quando fu alla sua presenza nella chiesa della Navicella in Roma, si senti talmente schiacciato dalla sua dignità e maestà che non riusciva a dire parola. Finalmente potè parlare, e chiese due grazie: la benedizione della sua nuova Congregazione e la facoltà di radunare compagni. Con mol­ta benignità il Papa gli diede la chiesta benedizione e gli concesse di radunar compagni. Da Benedetto XIII, in seguito, venne ordinato personalmente sacerdote nella basilica di S. Pietro.

A Benedetto XIII succedette Clemente XII. La benignità e i segni di alta stima con cui questo Papa lo ricevette quando si recò a fargli visita, meravigliò gli stessi dignitari della Corte Pontificia. Ottenne da lui un Rescritto che lo dichiarava missionario apostolico per tutta l'Italia e un Breve che gli permetteva le funzioni liturgiche e l'amministrazione dei Sacramenti nella chiesa dell'Argentaro.

 

Benedetto XIV

Clemente XII ebbe come successore il dottissimo Prospero Lambertini, che assunse il nome di Benedetto XIV.

Tremava di venerazione alla sua presenza, no­nostante le dimostrazioni di stima e affetto che si rinnovavano in ogni udienza. In non poche di queste, infatti, Sua Santità con somma degnazione giunse a strappargli con le sue mani i memoriali per graziarli subito con firma autografa. Esigeva che andasse da Lui direttamente per ogni grazia necessaria alla sua congregazione.

Una volta che si servi d'un Cardinale, Benedet­ to XIV se ne lamentò dolcemente:

«Padre Paolo, quando vi bisogna qualche cosa, non andate girando qua e là, ma venite addirittura da Noi » (Vetr. 214). Tanta stima e confidenza del Vicario di Cristo non serviva ad altro che ad aumentare la venerazione e l'amore di Paolo per Lui, e quando era ricevuto in udienza si commoveva sino al pianto. Il Papa gli diceva a volte:

« Oh, Padre Paolo, sappiate che fate un gran bene nella Chiesa di Dio! ».

A queste parole le sue lacrime aumentavano. Padre Giovanni di S. Raffaele che l'accompagnava notò il continuo pianto di Paolo alla presenza del Papa, e, appena uscito dall'udienza, gli chiese:

« Ma, Padre Reverendissimo, perché piange avanti al Papa? ». Rispose:

« Come non ho da piangere, mentre Sua Santità rappresenta Gesù Cristo stesso in terra? » (Rom. 363).

Da questo Pontefice ricevette molte grazie e privilegi; fra gli altri la prima e la seconda approvazione delle Regole della congregazione, la facoltà di ordinare sacerdoti i suoi religiosi col titolo di « mensa comune », e la sua protezione nella bufera di opposizioni scatenatesi contro l'Istituto della Passione.

 

Clemente XIII

II successore di Benedetto XIV lo amava già da Cardinale. Eletto Papa col nome di Clemente XIII continuò ad amarlo.

Alla sua presenza Paolo tremava da capo a piedi. Uno dei religiosi, che sempre l'accompagnava, narra:

« Ricordo che una volta andò all'udienza di Clemente XIII, e trattenendosi in attesa nella stanza contigua, stava in silenzio e tutto raccolto, tanto che fece meraviglia a un Prelato, il quale gli disse:

"Padre Paolo, lei non dice niente?". Rispose:

" Cosa vuole che dica, bisogna che pensi che devo entrare all'udienza del Vicario di Cristo. Oh Dio, un poco di fede! Se tutti pensassero a questo, avrebbero più rispetto per il Santo Padre ".

E si ripose in profondo silenzio » (Rom. 2221).

Più volte, in udienza, Sua Santità gli disse:

« Padre Paolo, chiedete senza timore qualunque grazia, sono benefattore della vostra congregazione ».

Difatti, siccome lo voleva sempre vicino a sé, gli concesse di aprire in Roma una casa, che chiamò Ospizio del SS.mo Crocifisso, e lo gratificò di parecchi altri favori. Gli diresse anche una lettera autografa. Quando la ricevette sembrava che scoppiasse dalla gioia. La lesse con riverenza e commozione ai religiosi, e la sera di quel giorno, entrando in refettorio, disse:

« Questa sera non voglio mangiare cosa alcuna, perché sono sazio di allegrezza ».

Fece rileggere la lettera dal Rettore a tutti i religiosi, e ordinò che fosse conservata nell'archivio (Vetr. 547).

 

 

Clemente XIV

Se con questi Papi i vincoli d'amicizia furono stretti, con Clemente XIV divennero intimi. Prima di salire al soglio pontificio il Cardinale Ganga- nelli gli aveva detto:

« Padre Paolo, io vorrei fare qualcosa per la sua congregazione! ». Rispose:

« Verrà il tempo, Eminentìssimo Signore ».

Uscendo dall'udienza osservò:

« Oh questo si sarebbe un Papa! Ganganelli non finisce cosi, basta, lo vedrete ».

Difatti Ganganelli non finì Cardinale, ma Papa.

Appena ebbe notizia della sua elezione, Paolo volò a Roma per avere la consolazione di baciargli il Sacro Piede. Clemente XIV lo accolse con la massima cordialità, lo prese per mano, lo condusse in stanza più segreta, lo abbracciò e baciò più volte in fronte.

Egli, intanto, si era levato il berrettino, ma il Papa glielo rimise in testa. Il Santo se lo rilevò subito osservando:

« Oh, questo poi no, Santo Padre, avanti al Vi­cario di Gesù Cristo! ».

« Padre Paolo, accomodatevi! ».

E lo fece sedere accanto a sé; un cameriere in livrea servi la cioccolata; e il Papa prese con lui la cioccolata. Paolo era commosso di tante finezze ed attenzioni. Intanto i nobili si appressavano ad ossequiare Sua Santità, che diceva a tutti con gioia :

« Sapete, questo è il Padre Paolo! ».

Si può solo immaginare la confusione dell'umile « Fra Paolo » (Vetr. 1287) in tanti attestati di stima del Vicario di Cristo.

Il Santo, finalmente, potè consegnargli un memoriale nel quale chiedeva, con l'approvazione dell'Istituto come congregazione di voti semplici, di godere dei privilegi di altri Ordini. Il Papa gli promise di consolarlo, ma il memoriale in giornata andò smarrito e fu provvidenza perché così Paolo ebbe il tempo di compilarne uno più completo, e dopo pochi giorni presentarglielo. Sua Santità lo prese e serrandolo in uno scrigno notò:

« Oh, qui davvero non si perdei ».

E lo approvò con Bolla (Vetr. 199; Rom. 475).

 

« Come sta il babbo mio? »

Dopo queste prime visite, che duravano almeno un'ora, fu ricevuto molte volte in udienza da Sua Santità. Le dimostrazioni di alta stima, affetto e venerazione con cui sempre lo riceveva, sono ine­splicabili. Nemmeno fosse stato un re avrebbe po­ tuto dimostrargli maggiore riverenza e onore.

Una volta piegandosi gli cadde il berrettino di testa. Il Papa si chinò subito a raccoglierlo. La cioccolata la prendeva assieme in ogni udienza, e sempre lo faceva sedere al suo fianco.

Gli chiedeva consigli in affari importantissimi della Chiesa. Fra l'altro gli domandò che avrebbe fatto per porre rimedio alla rilassatezza del Clero e dei Religiosi. Gli rispose:

« Santità, il mezzo migliore per riformare il Cle­ ro e le Religioni è introdurre la santa orazione, perché lo sregolamento dei costumi proviene dalla mancanza di orazione» (Rom. 2308).

Di questi consigli Sua Santità ne faceva gran conto.

Le udienze terminavano sempre col raccoman­ dargli di pregare per sé e per la Chiesa:

« Padre Paolo mio, lei preghi caldamente per la Santa Chiesa e per me, che se lei sapesse sotto questa veste bianca quante spine ci sono! ».

Cosi dicendo, lo accompagnava, sostenendolo per un braccio, sino alla bussola (Vetr. 441 ; Rom. 2160).

Quando Paolo stava a lungo senza andare a visitarlo, chiedeva ai religiosi che gli portavano i suoi saluti:

« Come sta il babbo mio? Salutatemelo, tenetene conto, e fatelo mangiare».

Gli osservavano:

«Santità, non vuole mangiare qualche voltai».

« Quando vi pare che non voglia mangiare, di­ tegli che gli comando io che mangi! » (Rom. 2308; 745).


Clemente XIV gli chiede la benedizione

Spesso il Santo Padre mandava il suo Confessore a visitarlo e a informarsi della sua salute; molte volte mandò anche l'Em.mo Card. De Zelada. Lui si umiliava e diceva con gran sentimento:

« Io sono il figlio minimo e più povero che ab­ bia la Chiesa, per questo mi metto sotto i piedi del Santo Padre». Gli rispondevano:

«Il Santo Padre sì mette sotto i suoi piedi». Paolo esclamava:

« Oh Dio! E come è mai possibile che il Vicario di Cristo si umilii tanto con la più povera creatura come son io?! ».

Alle volte gli dicevano:

« Il Papa le manda la benedizione, e dice che lei benedica lui».

E qui di bel nuovo Paolo esclamava :

« Oh Dio! Come, il Santo Padre, che è la fonte delle benedizioni e l'ha con sé, vuole essere benedetto da me?! Oh Dio, che umiltà! » (Rom. 2232).

 

Lo visita ai SS. Giovanni e Paolo

Fra le molte grazie che gli profuse, basta ricor­ dare l'approvazione dell'Istituto, la comunicazione dei privilegi di tutte le altre congregazioni, la conferma solenne delle Regole, l'approvazione delle Monache Passioniste e, infine, la concessione della Casa e della Basilica dei SS. Giovanni e Paolo in Roma.

Dopo avergli concessa la Casa e la Basilica suddetta, Clemente XIV si degnò di visitarlo nella nuova abitazione.

Prima sostò nella Basilica, poi salì alla Casa. Disse a Paolo:

«Padre Paolo mìo! ».

Paolo commosso da tanta degnazione esclamò:

« Santità, oggi a questa casa è stata concessa la salute! ».

Dopo avere ammesso i religiosi al bacio del piede, il Papa volle rimanere solo con lui. Si sedettero di fronte uno all'altro. Sua Santità non parlò molto, preferì ascoltare Paolo che gli parlava di Dio e della sua bontà, e gliene parlò con tanta unzione e fervore celeste che si commosse.

« Come è grande Iddio, come e buono! », escla­ mava Paolo.

Il Papa aveva il capo chinò e le braccia incrociate sul petto, come un novizio.

Terminato il colloquio, si alzò, baciò il Santo più volte e si licenziò dicendo:

«Mi tratterrei di più se non fosse tardi e non fosse d'incomodo alla Corte. Sono molto contento di questa visita! Questa è veramente una casa di servi di Dio! ».

Di quanta gioia e consolazione fu per Paolo questa visita del Pontefice! (Vetr. 224, 223, 199, 441; Orbet. 510; Rom. 1773, 2308, 2222).

Quando Clemente XIV mori, il suo dolore fu indicibile. Il giorno in cui si cantò la Messa di suffragio, volle essere presente a tutta la funzione. A mezzogiorno esclamò pieno di giubilo:

« Oggi e festa! ».

Questa esclamazione fece intuire che avesse visto l'anima del Pontefice amico entrare in Paradiso (Orbet. 504).

 

Pio VI

Il Successore, Card. Braschi, che prese il nome di Pio VI, gli fece visita sin dai primi giorni del suo pontificato.

Quando giunse ai SS. Giovanni e Paolo, l'infermiere corse ad avvisarlo che il Papa stava per venire a visitarlo. Difatti poco dopo entrò nella sua povera cella, e Paolo lacrimando per la commozione e la gioia esclamò:

« Donde a me tanto favore che venga da me il Vicario di Cristo? Oh, Beatissimo Padre, io dicevo dopo la morte di Clemente XIV: sono orfano! Ed ecco che Dio m'ha provveduto d'un altro Padre, e che Padre! ».

Sua Santità a queste parole si commosse. Si intrattenne familiarmente per venti minuti. Nel partire prese le mani di Paolo, se le strinse al cuore, poi lo abbracciò, lo baciò in fronte, gli fece baciare la mano, e infine lo benedi. Quindi Pio VI usci dalla cella del santo vecchio assai edificato (Vetr. 215).

Cosi, nel giro di otto mesi, l'amore di Paolo al Vicario di Cristo fu premiato con la visita di due Papi.

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