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DEVOZIONE ALLA MADONNA

 

« L'ho sempre chiamata: Mamma mia »

Non poteva Paolo, che amava tanto Gesù Cristo, non amare molto la sua Madre, Maria Santissima. Infatti l'amò d'amore filiale, intenso e tenerissimo.

Di solito la chiamava: Mamma mia.

Un giorno, a Roma, suonò il campanello del convento dei SS. Giovanni e Paolo. Il Fratello portinaio accorse, e apri. Era Rosa Calabresi, penitente di Paolo, che desiderava intrattenersi col suo santo direttore.

La ricevette nella vecchia sacrestia della basilica.

Seduto sulla poltrona, Paolo incominciò la conferenza. Mentre rispondeva alle domande di Rosa, il suo sguardo di tanto in tanto si posava sul quadro della Madonna, appeso in alto, sopra l'orologio. Quando il discorso venne a cadere sulla Madonna, con gli occhi rivolti al quadro, disse con sentimento di compiacenza filiale:

« lo sempre l'ho chiamata: Mamma mia. lo l'ho invocata nelle mie necessità, e sempre ne ho avuto pronto soccorso... » (Rom. 2005).

Il suo volto, intanto, si era fatto rubicondo e dagli occhi lucidi gli scendevano abbondanti lacrime. Rosa Calabresi non ne rimase sorpresa, perché non era la prima volta che lo vedeva piangere parlando di Maria Santissima. Quel pianto era l'espres­sione sensibile e tangibile del suo amore alla Madonna, e della dolcezza e felicità che gustava nel profondo dell'anima pensando a Lei.

Ciò avveniva, in modo particolare, quando parlava dei pregi di cui Dio l'aveva adornata. Allora si sentiva il figlio innamorato che parla della mamma. Si infervorava talmente che il suo volto prendeva il colore della fiamma, e lacrimando con gioia ineffabile esclamava:

« Quante volte ho visto la Madonna! Oh, che soavità, oh, che bellezza discorrere dei fregi della Madonna Santissima! Sono cose che non si possono esprimere! » (Rom. 2005).

 

L'amore è ingegnoso

Non è possibile ridire i mille modi coi quali esternava il suo amore verso la Madre di Dio. Quando sentiva ripetere il suo nome, per segno di gran venerazione si scopriva e chinava la testa. Tutti i giorni ringraziava distintamente le Tre Persone della Santissima Trinità dei doni e privilegi, concessi a Lei con tanta profusione. Non dava mai inizio ai suoi numerosi viaggi se non recitan­ do, con visibile trasporto, le litanie lauretane. Ogni sabato avanti all'altare della Madonna, in cotta e stola, assieme ai suoi religiosi, cantava con tenerezza e fervore indicibili le litanie della Madonna e la Salve Regina. Amava pellegrinare ai santuari mariani, e per devozione ne visitò molti. Sano o ammalato recitava quotidianamente il santo Rosario, ma con tanta devozione, che edificava e stu­ piva chi n'era testimonio, perché si capiva bene che parlava con la Madonna!

Infatti, l'ultimo anno di vita, quando ormai le malattie e gli acciacchi gli avevano logorato il fi­sico robusto e, sfinito, respirava a stento, nemmeno allora volle tralasciare di recitare ogni giorno il Rosario. Il fratello infermiere, notato la fatica che si imponeva con quella grossa corona in mano, gli osservò:

« Ma lei non ne può più, Padre! Non vede che neppure ha fiato di parlare? Non si affatichi a dire il Rosario». Rispose con vivacità:

« Lo voglio dire fin che son vivo. Se non lo posso dire con la bocca, lo dirò col cuore » (Rom. 2425).

 

Le feste della Madonna

Con fervore e gioia di spirito solennizzava le feste di Maria; fra tutte dava la preferenza a tre: all'Immacolata, all'Addolorata e all'Assunta, nelle quali condensava gli estremi della vita della Madre di Dio che più gli rapivano il cuore.

L'Immacolata lo incantava; e nonostante che a quei tempi non fosse ancora dichiarata dogma di fede, egli fece voto non solo di crederla ma anche di difenderla, fino al sacrificio della sua vita, se necessario.

L'Addolorata lo commuoveva, fino alle lacrime; gli apparve più volte e gli diede « gran cognizione dei suoi dolori con parole che avrebbero spezzato i sassi» (Rom. 1999). Perciò nelle missioni non tralasciava mai di parlare delle sue pene, che paragonava al mare Mediterraneo. « / dolori di Maria affermava sono come il Mediterraneo, che si getta nell'Oceano sterminato della t Passione di Gesti» (Rom. 473). E ne parlava in modo «che faceva struggere in lacrime abbondantissime l'uditorio » (Vetr. 441).

Per trasfondere meglio nei cuori la sua devozione, esponeva sul palco uno stendarlo rappresentante la Vergine Addolorata ai piedi della Croce, e diceva che non si ama il Crocifisso quando non si unisce nello stesso amore l'Addolorata, infatti « dove c'è la Mamma c'è il Figlio e dove c'è il Crocifisso c'è l'Addolorata » (Rom. 473).

Osservava che « I dolori di Marta sono rinnovati continuamente dai peccatori», e che «non è vera la devozione di chi, peccando, offende il suo santissimo Figlio » (Rom. 1999).

 

La quaresima della Madonna

La Madonna Assunta in cielo lo faceva esultare. Si preparava alla sua festa con quaranta giorni di mortificazioni, atti di virtù, astinenza totale dalla frutta, digiuno rigoroso e recita quotidiana dell'intero Rosario di 15 misteri e 150 Ave Maria. Era «la quaresima della Madonna Assunta».

Non c'era pericolo che per nessun motivo al mondo interrompesse questa quaresima. E quando, essendo la stagione della frutta, i suoi religiosi correvano a coglierla nell'orto e gliela portavano, felici di fare un piacere al loro venerato Padre e Fondatore, egli la rifiutava, dicendo con grazia:

« No, perché l'ho regalata a una Gran Signora ».

La «Gran Signora» era Maria Santissima.

Il giorno della festa poi, 15 agosto, era come fuori di sé per la gioia, pensando al trionfo della Gran Signora in paradiso, ed esclamava, sfavillante di letizia:

« Oh, che festa si fa lassù! » (Rom. 1030)

 

Pace tra due feroci contendenti

La sua fiducia nella Madonna era illimitata e la Vergine Santìssima lo premiò con molte grazie e prodigi. Quello che avvenne a Fiumicino, dimostra non solo il coraggio di Paolo, ma anche come sia potente l'intercessione di Maria da lui invocata in cosi difficile frangente.

In quel paese ebbe la sgradita sorpresa d'incontrarsi in alcuni uomini che stavano litigando. In preda all'ira, si erano scagliati uno contro l'altro in lotta furibonda, e avevano già dato mano ai loro archibugi, quand'egli sopraggiunse, casualmente.

Trovandosi in aperta campagna, il suo primo pensiero fu di riparare dietro una siepe di rovi; ma poi, spinto dalla carità, uscì animoso, e si pose in ginocchio fra i contendenti che, lividi d'ira, si guatavano con gli archibugi spianati, pronti a fare fuoco.

Si raccomandò caldamente alla Madonna in tanto pericolo, e con gran voce intonò le litanie lauretane.

Gli uomini accecati dal furore continuavano a guatarsi biecamente. Ma egli con impeto comandò che si unissero a lui nel canto delle litanie:

« Sancta Maria, ora prò nobis. Sancta Dei genitrix, ora prò nobis... ».

Come costretti da forza superiore i litiganti, pian piano, si posero in ginocchio, deposero le loro armi, e gli si unirono come poterono nel canto delle litanie:

« Virgo potens, ora prò nobis. Virgo clemens, ora prò nobis... ».

Al termine delle litanie l'ira era completamente sbollita. Si rialzarono buoni come agnellini e, in segno di pace, si abbracciarono scambievolmente (Vetr. 2296).

Allontanandosi da Fiumicino anche quella volta Paolo disse :

« Quante cose rimedia Maria! » (Vetr. 73).

La Madonna lo chiamò: « Paolo, Paolo! »

Una grazia speciale di cui la Vergine Santissima lo favori più volte, fu di apparirgli in visioni, dalle quali il suo spirito usciva sempre inebriato di letizia. Eccone una bellissima.

Era nella sacrestia della basilica dei SS. Giovanni e Paolo in colloquio spirituale con Rosa Calabresi, quando, inaspettatamente, dal quadro grande della Madonna, appeso in alto alla parete, par­ ti una voce chiara e distinta che lo chiamò:

«Paolo, Paolo! ».

La voce della Madonna!

Nel medesimo istante apparve la Regina del cielo col Bambino Gesù in braccio. Sedeva in trono e risplendeva. Anche Rosa Calabresi vedeva la Madonna.

Paolo, benché impossibilitato a muoversi da solo, in un batter d'occhio fu in ginocchio. Maria Santissima, col sorriso sulle labbra, gli disse:

«Paolo, chiedimi grazie». Rispose:

«Mamma, chiedo la salvezza dell'anima mia».

E la Madonna con dolcezza e con voce soave:

« Sta sicuro che la grazia è fatta ».

A Paolo stava a cuore anche la sua congregazione. Maria proseguì:

«La tua congregazione va molto bene e si dilaterà molto ».

Poi parlò Gesù Bambino e lo confortò dicendo:

« Paolo, continua a soffrire per me; avrai il premio dei martirii*.

Il Santo, con gli occhi sfavillanti di gioia, guardava Gesù e la Madonna. Poi, più col cuore che con le labbra, espresse il desiderio che gli ponessero la mano sul capo, e i due celesti visitatori lo accontentarono. La Madonna, quindi, gli annunciò il mese e il giorno della sua morte con queste parole:

« Presto verrai con me... La tua morte avverrà il prossimo ottobre, in giorno di mercoledì...».

Paolo, giubilante per questa notizia, desiderava un'ultima grazia: essere benedetto da Gesù e da Maria. Ma non osava chiederla direttamente, e disse a Rosa di chiederla per tutti e due. A sua volta Rosa voleva che la chiedesse lui; però, dopo aver insistito parecchio, Rosa cedette e chiese la grazia.

Allora il Bambino e la Vergine Santissima, con bontà senza pari, alzarono la mano e li benedissero.

La bellissima visione durò circa venti minuti. Paolo, al suo termine, rimase rapito in dolcissima estasi. Quando rinvenne era sera (Rom. 1999).

Di queste grazie la Madonna gliene fece molte, dopo le quali il Santo esclamava fuori di sé:

« Quanto è bella la Madonna! Oh, che splendore, che bellezza, che dolcezza! » (Rom. 2296).

Cosi Maria ripagava la devozione di Paolo, devozione che il suo confessore, Padre Gianmaria, storico fedele, definisce a ragione «mirabile» (Vetr. 437).

 

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