Castità.
Se « la concupiscenza della carne » riguarda in genere l'amore disordinato ai piaceri dei sensi, in un significato più proprio sta a indicare l'inclinazione disordinata ai diletti carnali, ai quali si rinuncia con la virtù della castità, che ha per fine di « regolare e reprimere tutto ciò che v'è di di sordinato nei diletti della voluttà »
La castità, non meno della mortificazione, di cui. è il frutto più squisito, è quindi assolutamente necessaria a un seguace di Cristo, per vivere a lui unito, e per godere delle sue speciali preferenze, secondo che è scritto: « Ohi ama la purezza del cuore, avrà per amico il re del ciclo » (Prov. XXII, 11).
Per i Religiosi la castità importa doveri più estesi e più gravi, a causa del voto, col quale si obbligano ad osservare il celibato ecclesiastico, e ad astenersi, anche per motivo di religione, da ogni atto interno ed esterno, contrario al sesto e nono precetto del Decalogo.
I Santi hanno esaurito, per cosi dire, il repertorio d'elle più ielle ed enfatiche espressioni, per celebrare la grandezza e l'eccellenza di questa virtù, che è tra i fiori più belli del giardino dello sposo celeste « il quale si pasce tra i gigli » (Can tic. II, 16).
S. Paolo della Croce, scrivendo ad anime che della castità avevano il più alto concetto, si astie ne ordinariamente dal ripeterne le lodi; ma da pratico ed esperto direttore, ha somma cura di premunirle contro le tentazioni, cui questa de licata virtù è soggetta, spiegando loro il perché
di queste tentazioni e il modo
di riportarne vittoria.
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