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Come dobbiamo portarla.

 

In silentio et spe.

Portate la vostra croce in silentio et in spe (I, 635).

Siate fedeli in portare la vostra croce con pazienza (III, 209). La virtù di Gesù Cristo è patire e tacere (II, 517).

L'animai devota non cerca altra conso­ lazione che nella S. Croce (I, 66).

Statecene alla buona sotto la santa croce, senza tante riflessioni e inutili sottigliezze (I, 542).

Il patire è un balsamo così prezioso e spiritoso, che se non si tura e serra bene il vaso col sigillo della vera umiltà, silenzio di fede e di carità, svapora subito e se ne va in aria per il canale della vanagloria (I, 667).

Fatevi coraggio, tutto passerà e in cielo saremo contenti in eterno (II, 627).

 

Con pace e rassegnazione.

Riposate in pace sulla croce (II, 719).

Riposatevi con quiete di spirito sulla croce, rimettendovi come bambini nelle braccia di Gesù Crocifisso, e della sua divina misericordia (III, 593).

Statevene abbracciati alla santa croce prendendo tutti i travagli dalla mano amorosa di Dio, e dicendo spesso : Signo­ re sia sempre fatta la vostra santissima volontà (II, 627).

Il povero Paolo se ne sta sempre ab­ bracciato e stretto alla croce del caro Gesù (I, 214).

Portando la croce con tranquillità si trova la vera pace (III, 475).

Il merito e la perfezione consiste nel portare la croce che Dio vuole, non quella che vorremmo noi (III, 218).

Afflitto ma quieto amaro e sempre lieto cieco al parer mio così mi vuo­ le Iddio (I, 665).

Sia sempre benedetto il nostro Dio, che ci fa parte della sua croce (I, 158).

 

Con amore e con gioia.

Sulla croce bisogna starvi con alto riposo e con gioia di spirito (I, 278).

Godo che Dio vi scopra la sua croce : godo che ve la faccia amare (I, 327).

Vivete contenti sulla croce di Gesù (I, 230).

State volentieri in croce con Gesù Cri­ sto : bevete allegramente il calice del Salvatore (I, 529).

Abbandonatevi sulla croce di Gesù e go­dete di fargli compagnia col piccolo vostro patire (II, 735).

Statevene sulla croce come vittime d'amore, tutti uniti al dolce Gesù (I, 21B).

Noi non dobbiamo gloriarci in altro che nella croce del nostro Salvatore Gesù Cristo (II, 719).

Patite, tacete, cantate in isipirito : Io non mi glorio in altro che nella croce del mio Salvatore (II, 719).

Le croci del mio Gesù, sono le gioie del mio cuore (II, )

Cari patimenti, cari travagli, cara croce ! siate ben venuta ! (I, 529).

Cari patimenti, v'abbraccio, vi stringo al mio cuore; siete le gioie che mi manda il mio Signore (I, 54).

O cara croce, voi siete la mia gioia, il letto del mio riposo ! (III, 602).

O cara croce ! O santa croce ! albero di vita da cui pende l'eterna vita! Io ti sa­ luto, ti abbraccio, ti stringo al mio petto ! (I, 46).

 

 

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