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Come bisogna sopportarle.

 

Non parlarne senza necessità.

Quando vengono tempeste di travagli, più si nascondono e meglio è (I, 624).

Col parlare senza necessità dei propri travagli, si sminuisce la virtù e cresce l'amor proprio, che sempre brama d'es­ ser compatito (I, 624).

Chi crede di patire assai o è poco umile o è poco paziente (I, 625).

Chi patisce molto, tace molto, perché non vuole consolazione da veruna creatura, e puramente si ricrea e consola della volontà <di Dio, di cui si ciba (I, 667).

 

Mirarle con occhio di fede.

L'anima fedele mira con occhio di fede

i travagli, non come venuti dalle crea

ture, ma dalla mano amorosa del Signore (I, 687).

Mirate tutti i travagli e disgrazie con occhio di fede, nella santissima volontà di Dio, non come venute dagli uomini, ma immediatamente dalla mano di lui (I, 760).

Rimirate i vostri travagli non come fla­ gelli, ma come doni e correzioni del Pa-' dre celeste, il quale quos amat arguit et c astigat (II, 635).

Accarezzate i vostri patimenti di qualunque sorte siano, e mirateli nella volontà, di Dio, gustando con fede e santo amore che s'adempia in voi la sua santissima volontà (II, 704).

Tenete il vostro cuore rivolto verso il cielo, affinchè i venti impetuosi delle vicende umane non possano mai scuoterlo (III, 755).

 

Sopportarle con pazienza, contentezza e gratitudine.

State abbracciati alla santa croce del­ le vostre tribolazioni : prendetele dalla mano di Dio e dite spesso : Signore, sia fatta sempre la vostra santissima volontà (II, 627).

Patendo con pazienza, l'anima vostra s'arricchirà di grandi meriti, e Dio la li­ bererà da ogni male (III, 364).

Soffrite contenti, pregando Dio per chi vi calunnia e mostrandovi sempre sereni (I, 433).

Le burle, le derisioni e i motteggi devono riceversi con somma gratitudine verso il Signore ; queste son legna per fare la catasta amorosa e poter bruciare vittima d'amore (I, 107).

Nei vostri travagli benedite il Signore con silente pazienza (II, 635).

 

E con lo sguardo al Crocifisso.

Non guardate in faccia i travagli e le tribolazioni : guardate piuttosto il caro Crocifisso amore e tutto vi parrà dolce (III, 423).

L'anima amante, staccata da tutto il creato non guarda al patire ma la sua at­ tenzione è tutta nell'amato Bene (Boll, ann. IX, p. 42).

L'anima fedele lascia sparire i travagli nel mare immenso della divina carità che addolcisce ogni amarezza (I, 687).

Offrendo i vostri travagli alle Piaghe santissime di Gesù Cristo, farete cosa grata a Dio e di gran merito all'anima vostra (III, 425).

 

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