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Come superarle.

 

Primo: con la modestia.

La verginità è una gran gioia e bisogna custodirla con gran gelosia, temendo che sin l'aria, dirò così, l'oscuri (I, 603).

Conservate gran modestia giorno e not­ te (II, 504).

Vi raccomando tanto la modestia di giorno e di notte, tanto in compagnia quanto soli, perché sempre si sta alla pre­ senza di Dio (III, 391).

Custodite i vostri sentimenti, e siate molto amanti della modestia che molto piace a Dio (III, 391).

Siate ben composti di giorno e di notte, e amantissimi della santa modestia (III, 373).

Tenete il corpo discretamente mortificato, e osservate grande modestia giorno e notte (III, 618).

 

Secondo: con la custodia degli occhi.

Custodite con gran gelosia gli occhi : non li alzate in faccia ad oggetti perico­ losi (III, 361).

Siate mortificati massime negli occhi, tenendoli ben custoditi (I, 355).

Fuggite tutte le occasioni e custodite gli occhi (III, 373).

Un vero servo di Dio quando cammina mira soltanto tanta terra quanto basta per seppellirlo, e va sempre raccolto in Dio in compagnia di Gesù (I, 355).

 

Terzo: con la fuga dell'ozio.

Non state mai in ozio : lavorate in silenzio facendo conto d'aver a lato Gesù (III, 355).

Custodite i sensi esteriori : bandite l'ozio; multam malitiam docuit otiositas (II, 807).

 

Quarto: con l"umiltà.

Nelle tentazioni impure umiliatevi al Signore, ma con cuore pacifico e mansueto (III, 618).

Più vincerete tali tentazioni con dolcemente umiliarvi dinanzi a Dio, che col mettervi a combattere a petto a petto col nemico (III, 486). .

Non vi fidate di nessuno, e sopratutto diffidate di voi stessi (III, 373).

 

Quinto: col non farne conto.

Quanto ai pensieri cattivi disprezzateli, non ne fate conto, umiliatevi (I, 597)

Non fate caso dei pensieri cattivi : di scacciateli subito, disprezzateli (III, 361).

Nelle battaglie contro la castità non si vince che col fuggire (I, 739).

Vi prego di non fare caso dei fantasmi impuri, che con modo astuto vi suscita il demonio ; disprezzateli e fuggitevene subito nell'abisso dell'infinita misericordia di Dio (IV, 64).

Non dovete far caso delle tentazioni impure : combattete fedelmente protestandovi di voler prima morire che acconsentire (II, 448).

Nel tempo delle tentazioni non trala­ sciate di far proteste costanti di voler prima la morte e l'inferno stesso che il peccato (II, 504).

Non fate alcun caso delle tentazioni pe­ stifere ; aborritele, disprezzatele, facendo le vostre proteste a Dio, che volete mille volte piuttosto morire che commettere il peccato (III, 397).

Sesto: non trattando senza necessità, con persone d'altro sesso.

Non trattate con persone di sesso di­verso, se non per qualche necessità, e allora fatelo con cautela, modestia e brevità (II, 505).

Nel trattare con persone anche con­ giunte, per spirituali che siano, ci vuole grande cautela, altrimenti si cade nella rete (I, 580).

Non prendete mai confidenza con nessuno, anche sotto pretesto di pietà; e no­ tate bene questo punto che è molto impor­ tante (III, 350).

Fuggite come peste la confidenza di persone d'altro sesso, che vi sono grandi scogli : prendete questo consiglio come il più importante (II, 806).

 

Settimo: conferendole col Confessore.

Conferite tali tentazioni con ogni mo­ destia e brevità col confessore, non già per scrupolo, ma per umiliarvi e confon­ dere il demonio, ponendo poi in pratica i consigli che il confessore vi darà (III, 361).

Conferite col vostro confessore lo stato delle tentazioni, con brevità cautela e mo­ destia, e ponete in pratica i consigli che vi saranno dati (IV, 43).

 

Ottavo: ricorrendo a Dio e alla Vergine.

Nella tempesta delle tentazioni sforzatevi di esclamare a Dio, chiedendo soc­ corso, ed invocate altresì Maria SS.ma (II, 504).

Quanto alle tentazioni impure ella non si affligga, ma rivolga dolcemente la sua mente e il suo cuore a Gesù Cristo e a Maria SS.ma (IV, 146).

In quelle orribili tentazioni fate il vostro ritiro al calvario, e riascondetevi nel Costato purissimo di Gesù (I, 416).

Tenete presso di voi il SS. Crocifisso e nascondetevi nelle sue Piaghe (II, 504).

Nelle tentazioni esclamate al Signore chiedendo il suo aiuto, e non lasciate mai l'orazione e la santa Comunione (III, 618).

 

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