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La croce delle tentazioni.

S'immaginano alcuni che la vita delle anime ohe vogliono esser tutte di Dio, sia un'ascensione blanda, dolce, senza lotte né scosse, lungo un sen­tiero amenissimo, fiancheggiato di fiori profumati. Ma lo Spirito Santo ci avverte che non è così. « Figlio, egli dice, nel darti al servizio di Dio, umilia il tuo cuore, e prepara l'anima tua alla tentazio­ ne » (Eccli. II, 1).

Ma, dirà alcuno, non è la tentazione un male? E come essa può esser la ricompensa dì chi non cerca altro che il Signore?

« Tentare, dice S. Tommaso, è fare esperimento di alcuno » (I, q. 114, a. 2). Di qui una duplice tentazione: una ad probandum, la quale viene direttamente da Dio; l'altra ad seducendum, che ha per autore il demonio, il quale per raggiungere più facilmente il suo scopo, si serve, come di potenti ausiliari, del mondo e della nostra concupiscenza. (Cfr. S. AUGUST. De consensu Evangel. Lib. II, c . 30).

Tutte però le tentazioni, non escluse quelle che il nemico infernale ordisce a nostro danno, sono dalla divina Provvidenza permesse e ordinate al nostro maggior bene spirituale, e alla nostra santificazione, « poiché Dio è fedele e non permette che siamo tentati oltre il nostro potere, ma ci da con la tentazione l'aiuto, affinchè possiamo sostenerla e restarne vittoriosi » (I Cor. X, 13).

S. Paolo della Croce espone, nelle massime che riportiamo, a che cosa servono, secondo i divini disegni, le tentazioni, e che cosa dobbiamo fare ver restarne vittoriosi.

 

 

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