La croce delle tribolazioni
Oltre la croce delle malattie e delle tentazioni che provengono dal demonio o dalla nostra natu rale debolezza, dobbiamo portare quella delle avversità, persecuzioni, calunnie e tribolazioni, che ci son procurate per lo più dalla malizia degli uomini, i quali se hanno perseguitato Cristo, non lasceranno di perseguitare anche i suoi seguaci (Ioan. XV, 20).
Qualunque sia però la cattiva volontà degli uo mini, è certo che tutte le tribolazioni sono dalla divina Provvidenza ordinate al nostro maggior bene spirituale. Esse, dice S. Agostino, non sono pena per la nostra condanna, ma medicina per la nostra salute: non poena ad condemnationem, sed medicamentum ad salutem (S. August. In Ps. 148).
Infatti « quando un uomo di buona volontà è tribolato, perseguitato, afflitto, allora comprende d'aver più bisogno di Dio, senza del quale s'accorge di non poter fare nulla di buono. Allora piange e prega a cagione delle miserie che soffre. Allora ha a noia il vivere, e brama che venga la morte per esser con Cristo. Allora, ben s'avvede che piena sicurezza e pace non possono aversi in questo mondo. Buona cosa è dunque per noi se talvolta c'incolgono dei dispiaceri e delle contrarietà... buona cosa è se talvolta soffriamo delle contraddizioni e che si abbia cattivo concetto di noi. Ciò giova a mantenérci umili e difenderci dalla
vana gloria. Quando esteriormente siam vilipesi e disprezzati, allora meglio cerchiamo Iddio, e met tiamo in lui tutto il nostro cuore » (Imitaz. di Cri sto, Lib. I, c. 12).
Sui preziosi vantaggi delle tribolazioni e sul modo di sopportarle, sarà utile ascoltare S. Paolo della Croce.
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