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Per degnamente celebrare la S. Messa.

 

Prima di celebrare.

Non lasciate mai di celebrare, ma procurate di far prima la vostra preparazione con fervore (III, 655).

Vi raccomando che vi avvezziate a celebrare i sacrosanti Misteri con grande apparecchio, se non volete che sia detto di voi che il nostro buon Dio hospitabitur et pascei ingratos (III, 743).

Avvezzatevi a celebrare i sacrosanti Misteri con grande apparecchio, che dev'esser continuo per la santità della vita (III, 716),

La vostra preparazione sia in profondarvi nella cognizione del vostro niente ; niente avere, niente sapere, niente potere, e solamente capaci di fare ogni male (III, 391).

Avanti di celebrare vestitevi delle pene di Gesù Cristo, in un colloquio fatto placidamente anche in mezzo alla siccità (III,189).

 

Nel celebrare.

Celebrate con somma devozione (IV,162).

Avvezzatevi a celebrare con somma riverenza e osservanza esatta delle rubriche (III, 188).

Celebrate sempre come fosse l'ultima volta, e comunicatevi ogni mattina come fosse per Viatico (III, 717).

Portate all'altare i bisogni di tutto il mondo, e specialmente quelli della Congregazione (III, 189).

 

Dopo aver celebrato.

Vi raccomando di non esser del numero di coloro dei quali disse il Crisostomo : Iudam imitantur qui ante gratiarum a c tìonem discendimi ; e però dopo che avete celebrato, proseguite l'interna unione col sommo Bene, in un lungo ringraziamento mentale (III, 743).

Quando avete celebrata la Messa vi siete cibati di Gesù, è vero? Or perché dopo la Messa non lasciate che Gesù si cibi di voi e vi trasformi in sé, ardendovi di quell'amore che arde nel suo Cuore? (III, 190).

 

Il frutto della S. Messa.

Il frutto della S. Messa consiste in esser tutto vestito di Gesù Cristo, imparando e praticando le sue virtù (III, 192).

I Sacerdoti sono obbligati a maggiore perfezione e ad esser veri imitatori di Ge­sù Cristo, imparando dal celebrare ogni giorno i costumi santissimi di Gesù, massime l'umiltà e la perfetta carità con Dio e col prossimo (III, 716).

Dio guardi quel Sacerdote che s'intiepidisce nei princìpi ! Segno poco men che evidente della sua dannazione (III, 716).

Per comunicarsi con frutto.

 

Quando bisogna comunicarsi.

Gesù ha gusto che le anime umili e ben disposte lo ricevano spesso nel Santissimo Sacramento (II, 259).

Non tralasciate la S. Comunione ; fatela almeno tre o quattro volte la settimana (III, 371).

Volesse Iddio che si rinnovasse il fervore dei primi cristiani, che si comunicavano ogni giorno! (II, 815).

In ordine alla Comunione, quando avete la sorte di farla e che il confessore ve la concede, fatela sempre. Oh che gran tesoro ! (III, 342).

Avvertite di non lasciar mai la S. Comunione: fatela al solito coli'ubbidienza del confessore (II, 444).

Quanto alla S. Comunione vorrei che la faceste ogni mattina, senza lasciarla mai, per bere nel fonte della santità le acque d'eterna vita (III, 809).

Se potete, comunicatevi ogni mattina, e fate buona compagnia allo Sposo divino (III, 397).

Vi prego e prego molto di non lasciar mai la santissima Comunione : non lasciate questo cibo dì vita eterna (II, 459).

Dite al confessore che non vi privi di questo medicamento di vita eterna (I, 185).

Non lasciate d'accostarvi alla sacra Mensa, massime quando state male (I, 217).

Non lasciate mai la Comunione nei gior­ ni destinati, altrimenti vi sarà di gran danno (III, 383).

Avvertite di noo lasciar la S. Comunione per non darla vinta al diavolo (I, 441).

La maggior sollecitudine del diavolo è d'allontanarvi dalla mensa degli Angeli, dal ricevere questo cibo d'eterna vita(II, 444).

 

Preparazione e ringraziamento.

State sempre preparati per la divina mensa, tenendo il cuore ben purificato, e la lingua ben custodita, giacché è la prima a toccare il SS. Sacramento (III, 312).

Tenete sempre il vostro cuore preparato a ricevere Gesù : invitatelo spesso a veni­ re, con grandi desideri (I, 101).

La vera preparazione per la Santa Comunione è una viva fede, da cui nasce una grande cognizione di Dio e del proprio niente (I, 397).

Dopo aver fatto il dovuto ringraziamento per mezz'ora, portatevi a casa, e fate che il vostro cuore sia un vivo ta

bernacolo del dolce Gesù Sacramentato (III, 392).

 

Frutti della S. Comunione.

La santissima Comunione è il mezzo più efficace che si possa trovare per unirsi a Dio (III, 391).

Non v'è esercizio di pietà che più unisca a Dio della S. Comunione (III, 375).

La santa Comunione è il fonte dell'a­ more e della santità (III, 342).

Il povero Paolo ha intenzione che le anime conoscano Dio e brucino del suo amore, e per questo non sa altra strada che dar loro spesso il sommo Bene Sacramentato, che è la fiamma vìva del santo amo­ re (I, 213).

Il gusto di Gesù Sacramentato non si sente con la bocca, ma col palato della fede e dell'amore (I, 140).

Con questo cibo d'eterna vita l'anima diventa terribile ai demoni (II, 444).

Se vi private della S. Comunione, il demonio sempre più piglia forza a tentarvi, e voi diverrete sempre più deboli a resistere (IV, 151).

 

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