Dovere di corrispondere e di perseverare.
Quando Dio chiama bisogna ubbidire.
Quando Dio chiama bisogna ubbidire sotto pena di ripulsa in caso di sordità (II, 835).
Esaminate bene la chiamata del Signore nella santa orazione, conferendo con un dotto e santo padre spirituale, i movimenti interni della grazia, affin di corrispondervi (IV, 137).
I maestri di spirito e i sunti consiglia no di fuggire ogni cosa che possa ritardare l'esecuzione della divina chiamata e di avere grande avvertenza di non conferirla con sapienti e prudenti huius saeculi (III, 70).
Bisogna perseverare.
Bisogna perseverare nella vocazione intrapresa, perché chi disprezza la sua via perirà (I, 390).
Perseverate nella vocazione e Dio vi farà santi (I, 395).
Mezzi di perseveranza.
Temete di voi stessi, conservando sotto le ceneri dell'umiltà la grazia della vocazione (III, 190).
Il ringraziamento migliore che possiate fare per la grazia della vocazione si è di morire sempre più a voi stessi con la mortificazione delle passioni interne, e con l'esercizio delle sante virtù (III. 690).
Per esser grato per la grazia della vocazione conviene prendere la mira alta per fare un sontuoso edificio di perfezione, ponendo profonde radici d'umiltà e cognizione del proprio orribile niente ; niente avere, niente potere, niente sapere, accompagnato da altissimo staccamen to da ogni cosa creata (III, 663).
La religione è una croce, e chi vuoi vi vere in essa con perfezione deve starvi crocifisso (III, 611).
Rinnovate spesso i santi voti, sacrifi candovi sempre più al divino servizio, nella vocazione intrapresa, e siate sicu rissimi che Dio vi farà santi (III, 205).
Torna all' INDICE TEMATICO