Mortificazione.
Dice l'Apostolo che la carne ha desideri con trari allo spirito (Gal. V, 17) ; e nel Genesi leg giamo che « i sensi e i pensieri del cuore umano sono inclinati al male fin dall'adolescenza » (Gen. VIII, 21). Di qui la necessità della mortificazione, la quale ha per ufficio di reprimere la concupi scenza della carne e di sottometterla alla legge superiore dello spirito.
La natura umana, dopo il peccato, è come un campo in cui, con i germì preziosi delle virtù, spuntano numerosi i germogli dei vizi. « Occorre pertanto, dice S. Paolo della Croce, tener sempre in mano il ferro tagliente della mortificazione per recidere, sbarbicare, distruggere le erbe cattive, affinchè il buon seme possa germogliare, crescere, e dar frutto abbondante ».
Di questa interna ed esterna mortificazione, lo stesso Santo dichiara la necessità,
la natura
e la pratica.
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