Natura della mortificazione.
Requisito essenziale.
L'amore alle penitenze è una grazia grande, ma conviene che sia senza propria volontà (II, 263).
Nel fare penitenze di propria volontà vi può essere inganno (II, 263).
Non fate la minima penitenza senza licenza del vostro direttore, altrimenti arete ingannati dal diavolo (II, 259).
Bisogna temere della fiera bestia dell'amor proprio, che è un dragone a sette capi e si mischia in tutto (I, 22).
La mortificazione più perfetta.
È più perfetta la mortificazione interna che l'esterna (III, 800).
Vorrei che i vostri strumenti di penitenza fossero una grande umiltà di cuore, una. soggezione ed obbedienza esatta ai superiori e anche agli inferiori... Oh che gran fondamento è questo per edifi care una gran fabbrica di santità! (UT, 355).
Le penitenze migliori.
Le penitenze che Dio benedetto ci manda, sono le migliori (III, 800).
Le penitenze ch'e Dio ci da sono infini tamente migliori di quelle che si pigliano da sé (I, 542).
Oh quanto piacciono a Dio quelle discipline che egli stesso ci manda! (I, 173).
Più piacciono allo sposo divino quelle virtù che si esercitano col patire, come l'umiltà, l'amore alla propria abiezione, la pazienza, ecc. (III, 625).
Ricevete le croci che Dio permette di mano in mano. Oh che penitenza di gran merito è questa! (I, 657).
Pigliate volentieri le penitenze che Dio vi manda (I, 546; II, 444).
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