Natura dell'umiltà.
Chi è vero umile di cuore.
Chi conosce a fondo se stesso, questi è vero umile di cuore (I, 541).
L'umile è quegli che teme molto di sé e si fida di Dio (II, 807).
Annichilirsi, inabissarsi nel nulla: ciò bisogna fare con due occhiate di fede, una all'immensa maestà di Dio, l'altra al nostro nulla (I, 150).
Fate le parti giuste : tenete il vostro che è l'orribile nulla, capace di tutti i mali, e lasciate a Dio il suo, poiché tutto il bene è di Dio (II, 721).
Il nostro è il nulla: nulla avere, nulla potere, nulla sapere ; nihil, nihil, nihil! (III, 346).
Saper dare a Dio il suo, e tenerci il nostro che è il vero niente, questa è la vera scienza dei santi (I, 558).
Chi conosce e sta nel suo nulla conosce la verità (I, 488).
Conoscere sempre più il vostro nulla, questa è la vera scienza (I, 548).
Gradi dell'umiltà.
Operar da santo e tenersi per cattivo, imperfetto e peccatore, è indizio che comincia a prender possesso del nostro cuo re la vera umiltà (I, 616).
Far bene e conoscer che non si fa nulla di buono, è uno dei primi gradi di umiltà (I, 541).
Dissi al mio Gesù che m'insegnasse qual grado d'umiltà più gli piace, e mi sentii dire al cuore: Quando tu ti getti in ispirito sotto i piedi di tutte le creature, e fin sotto i piedi dei demoni, questo è quello che più mi piace (I, 6).
Segni di poca umiltà.
Io osservo in voi molto amor proprio e poca umiltà, poiché se vi vien negata qualche cosa, non vi quietate, ma vi tur bate e date in ismanie (II, 259).
Si fiotta, si moltiplicano parole e la menti sotto specie d'umiltà, e non conoscete che tutto ciò nasce da poca umiltà e da amor proprio (III, 780).
Sta bene aver cattivo concetto di sé al di dentro, ma al di fuori non bisogna dir né bene né male di se stesso, ma starsene come i morti e sepolti (I, 796).
Di sé e dei congiunti è meglio tacere, e se vi è necessità, parlarne con sentimenti bassi ed umili (II, 557).
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