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Perché dobbiamo portare la croce.

 

Per somigliarci a Gesù.

Quanto più patirete, tanto più vi asso- rniglierete al nostro caro Gesù (I, 25).

Gesù in tutta la sua vita non ha fatto altro che patire (I, 13).

La vita santissima di Gesù fu tutta croce (I, 193; II, 468).

Dio su questa terra paga i. suoi servi con quella stessa moneta con cui pagò il Santo dei Santi Gesù Cristo (III, 446).

Servo di Dio che vuoi dire? Vuoi dire esser crocifìsso con Cristo (I, 341).

Sempre più conosco che Sua Divina Maestà vi ama come figli, perché vi favorisce del continuo di nuove croci (IV, 10). Bisogna molto benedire e ringraziare il Signore che vi fa camminare per la via della santa croce, che è quella per cui camminò il suo divin Figlio (II, 704).

Mi consolo che siate di quelle fortuna- tissime anime che vanno per la strada del Calvario seguendo il nostro caro Reden­ tore (I, 24).

La croce è il più gran dono che faccia il Signore ai servi suoi (II, 592).

Oh che grande onore vi fa Iddio facen­ dovi camminare per la via per cui cam­ minò il suo divin Figliuolo ! (II, 704).

 

Per farci santi.

Quanto più uno s'approfitta nel servizio

di Dio, tanto più cresce il patire. Questa fu la vita di Cristo, e questa è la vita dei suoi veri servi. Abbracciate dunque di buon cuore la santa croce (I, 110).

Chi vuoi servire Dio alla grande, biso­ gna che patisca prove e travagli grandi (I, 416).

Le croci mantengono l'anima in umil­ tà, fanno sì che si abbia più ricorso a Dio e si esercitino le più belle virtù (IV, 170).

Quando la croce è più afflittiva e pene­ trante, va meglio ; quando il patire è più privo di conforto, è più puro ; quando le creature ci sono più contrarie, ci avvici­ niamo più al creatore (I, 298).

Riposate sulla croce di Gesù e siate santi (III, 343).

Desidero che vi facciate gran santi, ma della santità segreta della croce (III, 346).

Abbracciate la croce, dove soltanto sono i veri tesori (II, 104).

Chi sapesse il gran tesoro che è il pa­ tire non desidererebbe altro che croci (II, 104).

Perché l'anima vostra è molto cara a Dio perciò vi fa passare per la via regia della santa croce (III, 199).

Oh quanto godo che camminiate per la via regia della santa croce! (I, 555).

Oh che gran tesoro racchiude il nudo patire senza conforto né dal cielo né dalla terra ! Fatene grande stima-, e siate grati al Signore offrendovi spesso vittima a Sua Divina Maestà sull'altare della croce (II, 306).

Oh quanto è buono lo stare in croce con Gesù ! Questa è la via corta per arrivare a quella felice sorte di morire a tutto il creato per vivere purissimamente nell'in­ creato ed infinito Bene (I, 139).

Avete molto motivo di benedire e rin­ graziare il Signore, che per sua infinita misericordia vi fa passare per la via re­ gia della santa croce (I, 704).

La croce è lo stendardo dei veri servi di Dio (I, 546).

 

Per godere tranquillità e pace su questa terra.

Meno consolazioni avrete dalle creature più ne avrete dal creatore (I, 222).

Beati quelli che arrivano al loro puro patire, senza conforto e seguitano a servir Dio! Sono questi i servi fedeli che en

treranno nei gaudii del divino padrone (I, 403).

Che bel patire con Gesù ! Vorrei avere un cuore di serafino per spiegare le ansie amorose che provano i veri amici del Cro­ cifisso (I, 24).

Oh quanto è dolce lo stare in croce con Gesù! (III, 359).

L'anima devota non deve cercare altra consolazione che nel Salvatore e nella sua santa croce (I, 66).

Felici quelli che stanno volentieri croci­ fissi con Cristo ! (I, 415).

 

Per andare in paradiso.

'\Aì paradiso ci si va con la croce (IV, 147).

Se qui saranno croci, saranno poi coro­ ne in paradiso. (I,24).

Tenendovi stretti al legno della santa croce, non farete naufragio, ma arrivere­ te sicuri al porto della salute (II, 635).

S. Bernardo che prima di noi conobbe la preziosità, della croce, non potè a meno d'esclamare : Crux est via vitae, via glo riae, via regni (I, 174).

La mercede che Dio da ai suoi servi quaggiù sono croci, angustie e travagli, per renderli simili al suo divin Figlio cro­ cifisso, e collocarli poi nella reggia del cielo dove non sarà più né pianto né do­ lore, ma letizia e gaudio (III, 629).

Quei che patiscono croci per amor di Dio, aiutano a portar la croce a Gesù, e saranno [partecipi della sua gloria nel ciclo (I, 94).

Breve e momentaneo è qui il patire, ma eterno sarà il godere (II, 550).

Ringraziate Dio e soffrite con pazienza, perché presto finirà il patire ed eterno sarà il godere (II, 556).

 

Le croci non mancheranno mai.

Credetemi che le croci in questa vita non mancheranno mai (I, 110).

La croce bisogna portarla ogni giorno (IV, 126).

Qui non v'è altra strada ; bisogna por­ tar la croce ogni giorno, come dice Gesù nel Vangelo (II, 627).

Fuggendo una croce se ne troveranno dieci (III, 475).

L'anima è un grano che Dio semina in questo gran campo della Chiesa, e per far

frutto bisogna che muoia a furia di pene, di dolori, e di persecuzioni (I, 335).

Gesù che v'ama tanto non vi vuole sen­ za croce (II, 739).

Ovunque sarete porterete con voi la vo stra croce, la quale segue i servi di Dio ovunque vadano o stiano.

 

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