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Presenza di Dio.

 

Chi opera per piacere a Dio non può non aver Dio stesso sempre presente in tutti V suoi passi. La purità d'intenzione perciò, di cui abbiamo par­ lato, è preparazione e disposizione al santo eser­ cizio della presenza di Dio: altra cosa necessaria a chi vuol seguire Gesù con tutta la mente e vi­ vere a lui unito.

È facile scorgere quali siano gli immensi van­ taggi di questa, pia pratica rispetto alla nostra santificazione. Essa ci tien lontani dal peccato, stimola le nostre energie per il bene, accresce la no­ stra confidenza in Dio, e ci infonde gioia e corag­ gio per superare tutte le difficoltà. « Io ho sempre il Signore dinanzi agli occhi, esclamava il Salmista, e poiché egli sta alla mia destra, io non va­ cillerò » (Ps. XV, 8).

La maggior parte delle mancanze delle anime pie, dice S. Francesco di Sales, deriva dal fatto che esse non s'esercitano abbastanza nel pensiero della divina presenza; e aggiunge che questo pensiero dovrebbe essere come il pane quotidiano, e andar unito ad ogni nostra azione, come appunto il pane accompagna ogni nostro pasto (Cfr. Spi­ rito di S. Francesco di Sales, p. 6).

S. Paolo della Croce praticò costantemente quest'esercizio e l'inculcò ai suoi figli ai quali, co­ me dice un'antifona della sua festa, insegnò per prima cosa a camminare con Dio: doeuit eos ambulare cum Deo.

Eco di tali insegnamenti sono le massime seguenti, con le quali spiega il fondamento, i van­ taggi e la pratica di quest'esercizio.

 

 

 

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