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Come renderle meritorie.

 

Accettarle con pazienza, rassegnazione, allegrezza.

Accettate con rassegnazione tutti i pati­ menti di febbri e altri incomodi che Dio vi manda per farvi santi (IV, 125).

State sulla croce delle vostre preziose infermità con silente pazienza e dolce mansuetudine, e non vi lasciate uscir di bocca parole di lamento (III, 602).

Godete in Dio delle vostre indisposizioni, e siate indifferenti alla malattia come alla sanità, perché così piacerete al sommo Bene (T, 351).

 

Nelle infermità bisogna amare ed ado­ rare la santissima volontà di Dio, pro- durne frequenti atti, tenendo il cuore in tranquillità, per qualunque evento possa succedere (II, 39).

Il miglior rimedio nelle corporali indi­ sposizioni è il rimirarle nella divina vo­ lontà in silenzio di fede e d'amore e con tranquillità di cuore (IV, 62).

Se tollerate con pazienza e rassegnazione le vostre indisposizioni, vi arricchirete di tesori di meriti presso Dio benedetto (III, 656).

 

Esercitare l'ubbidienza e la dolcezza.

Nei mali corporali dite semplicemente le vostre indisposizioni con termini mode­ sti, chiari e con brevità, e poi abbandonatevi in tutto all'obbedienza (I, 155).

Pigliate i medicamenti nel calice amoroso di Gesù, con volto dolce, e siate grati a chi vi serve condiscendendo in tutto a ciò che vi dicono di pigliare (I, 155).

 

Patire in unione con Gesù.

Procurate di far buon uso delle malattie, soffrendo tutto per amor di Dio, in unione di quanto soffrì per noi Gesù Cristo, nostro vero bene e divino esem­ plare (III, 593).

State sul letto delle vostre infermità come bambini che dormano sul petto di­ vino di Gesù, ed ivi bevete a quel fonte d'eterna vita (III, 629).

L'infermo se ne stia ritirato nel cuore purissimo di Gesù, che ivi troverà con­ forto (I, 142).

Credetemi che Dio benedetto vi vuole così indisposti perché vi vuole tutti per sé (III, 817).

 

Non lasciar mai l'orazione.

Se mai vi occorresse d'essere infermi o abbattuti di forze, non lasciate mai la vostra orazione, ossia quella dolce atten­ zione amorosa, con viva fede a Dio, riposando in pace e amando il sommo Bene (III, 376).

Nelle malattie state sul vostro letto come sulla croce. Gesù orò tre ore sulla croce e fu un'orazione veramente crocifissa, senza conforto né di dentro né di fuori. Oh che grande insegnamento! (I, 155).

 

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