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Scopo provvidenziale delle pene interne.

 

Purificano lo spirito.

Dio permette desolazioni e abbandoni per sempre più purificarvi lo spirito (II, 738).

Pretende il Signore per mezzo delle ari­ dità e desolazioni purificarvi lo spirito al quale sempre si attacca della ruggine, del fango e della polvere, senza che noi ce ne avvediamo (III, 819).

Dio mi fa infendere che le afflizioni e le pene interne purificano l'anima (I, 2).

Le afflizioni, timori, desolazioni, ari­ dità, abbandoni ecc. sono una nobile scopa che porta via. dal vostro spirito tutta la polvere e fango delle imperfezioni, che a voi sono occulte (II, 115).

Le aridità e desolazioni di spirito sono doni della divina pietà per esercitarvi nella santa rassegnazione al divin bene­placito, e staccarvi da ogni sensibile con­ tento (I, 514).

Dio vi vuole spogliati dei contenti, acciò con l'esercizio della santa rassegnazione al divin beneplacito, diventiate uomini nuovi tutti spirituali (I, 403). Vi dico e torno a dire che i mali che

Dio vi permette, uniti agli altri travagli ed angustie di spirito sono prove che la sempre adorabile divina Provvidenza fa per purificarvi come l'oro nel fuoco (III, 299).

 

Lo arricchiscono di doni e di grazie.

Le desolazioni e abbandoni arricchiscono lo spirito e lo preparono a ricevere grazie e doni inestimabili (III, 302).

V'assicuro che in questi interni trava­ gli v'è nascosto un gran tesoro, perché con questo mezzo Dio prepara l'anima vo­ stra a ricevere i doni più sublimi del cielo (I, 476).

A misura delle tenebre che l'anima vo­ stra soffre, sarà più chiara e abbondante la luce (III, 831).

Le pene, oscurità e desolazioni che il Signore vi comparte sono un bel lavoro d'amore che Dio fa nel vostro cuore (I, 447).

Le angustie e pene di spirito sono se­ gno che Dio vuol darvi il dono del santo amore (III, 607).

Vi dico che quando Dio avrà provata la vostra fedeltà vi riempirà di celeste fuoco di carità che farà sparire tutte le aridità e desolazioni (I, 34).

 

Lo preparano al più alto grado di unione con Dio.

Pretende il Signore per mezzo delle aridità e desolazioni prepararvi l'anima a un più alto grado di orazione e unione con Sua Divina Maestà, per dar così l'ultima mano alla statua e collocarla nella celeste galleria del paradiso (III, 819).

Dio vi vuol santi e perciò vi prova con pene ed angustie (II, 26).

La siccità di spirito con le aridità e desolazioni e altre avversità sono doni della divina pietà per staccarvi da ogni sensibile, contento, e farvi camminare in pura fede e povertà di spirito nella via della santa perfezione (I, 514).

I travagli di spirito sono i primi gradini di quella santissima ed altissima scala per la quale salgono le anime gene­ rose e grandi (I, 135).

La volontà di Dio si adempie meglio nelle aridità e desolazioni che nelle consolazioni (II, 295).

Le aridità e desolazioni sono necessarie per arrivare alla cognizione sperimentale del proprio vero niente (II, 298).

È grande provvidenza di Dio che vi ritroviate nelle oscurità e battaglie, per­ ché in questa maniera farete più profit­ to nell'umiltà e nella cognizione di voi stessi (II, 731).

Il sacro martirio delle pene interiori produce nell'anima due mirabili effetti : uno è di purificarla d'ogni neo d'imperfezione come fa il fuoco del purgatorio; l'altro si è d'arricchirla di virtù massime di pazienza, di mansuetudine, e di alta rassegnazione alla divina volontà (III, 816).

Suole Iddio privare ad tempus i suoi servi delle consolazioni acciò imparino a servirlo per puro amore (II, 115).

Se sarete fedeli in patire con mansue­ tudine e alta rassegnazione i travagli di spirito, Sua Divina Maestà vi farà la grazia di ben contemplare le pene santis­ sime di Gesù Cristo (II, 267).

Vi unirete sempre più a Dio quando meno avrete di consolazioni (I, 511).

 

Stima che dobbiamo farne.

Fate grande stima delle preziose pene interne (I, 172).

Le amarezze ed afflizioni mirate con occhio di fede sono gioie sgorgate dal seno del santo amore (II, 291).

Gli affanni e le afflizioni sono le gioie di Gesù (I, 6).

Le tribolazioni di spirito sono tesori inestimabili dei quali Dio benedetto ar­ ricchisce i suoi veri servi (III, 701).

Il martirio delle pene interne è un te­ soro che scaturisce dal fonte del santo amore, ed è una grazia stragrande di Dio benedetto (III, 816).

Tenete conto delle vostre pene interne, che sono tesori di cui Gesù adorna il vostro spirito (III, 66).

Le più grandi amarezze ed afflizioni, mirate con occhio di fede, non sono più amare, ma dolcissime e soavissime (II. 291).

Dio benedetto non permette che uno resti affogato dalle angustie; ma quando ciò avvenisse, che bel morire sarebbe in un nudo penare sulla croce di Gesù, cantando: Fiat voliintas tua! ' (I, 706).

Le amarezze e desolazioni sono la parte più cara dei servi di Dio (I, 684).

In cielo si ama e si gode, in terra si ama e si pena; emulate i Santi; e sicco

me essi in cielo amano e godono, voi quaggiù amate e patite. O sorte felice ! O grazia stupenda! (II, 450).

 

 

 

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