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4. Impressione della Passione nel cuore

 

L'infiammazione e trasformazione di amore di cui abbiamo parlato causata dalla contemplazione della Passione, infusa tut­ta nello spirito del Santo (221) e che lo immergeva in un mare di amore e di dolore (222) con l'andare degli anni, soprattutto con l'unione sponsale, diventò un « incendio » incontenibile.

Ili cuore di Paolo ne fu sopraffatto. Sappiamo, infatti, che spesso restava oppresso «da una gran palpitazione di cuore», «respirava affannato, segno del grande amore e carità verso Dio della quale era infocato » (223).

(217) Fr. Bartolomeo POR 2256v.

(218) Rom. 5, 5.

(219) Lt III, p. 821, ad A. M. Calcagnini, 31 (?) 1769.

(220) Fr. Francesco POR 830; cf. R. Calabresi PAR 2266r-v.

(221) Cf. Dsp. 8 die, p. 67.

(222) Lt III, p. 459, a sr. M. Chiara di s. Filippo, 18 (?) 1757.

(223) P. Giovanni POR 367.

 

Egli stesso ne parla più di qualche volta con gli intimi. Il primo accenno al «male misterioso» si riscontra il 26 febbraio 1744 in una lettera alla Bresciani: « Io... non provo contento in niente, ma sto in croce senza conforto, oltre che mi è sopraggiunta una palpitazione di cuore, che se seguita, presto sarà finita la povera mia vita... perché questo è un male che fa presto » (224).

Circa due mesi dopo (19 aprile 1744) al conte Garagni scrive: « Di qui vado al Ritiro per curarmi un poco da certa specie di palpi­tazione di cuore, che sono dei mesi che io soffro » (225). A Corneto deve rinunciare alla predica per qualche giorno « a motivo di al­cuni dolori nel petto che molto lo affliggevano... » (226). Ciò che impressionò anche il p. Antonio Danei, fratello del Santo, che ce ne informa così: «In un giorno di venerdì nel Ritiro di S. Antonio ho notato che ritiratosi in un luogo segreto quivi esalava dei gran sospiri e faceva dei gran lamenti, dicendo: "Ohimè!" e ciò appena ebbe finita la santa Messa; ed essendomi io intenerito, il P. Giovan Battista, altro mio fratello, mi disse d'acquietarmi, che ciò era niente » (227).

I testimoni parlano espressamente di indumenti interni abbrustoliti al contatto del cuore del Santo (228). Anche lo Strambi riporta il fenomeno mistico di questo bruciore misterioso: «Da questo amore che gli ardeva tanto felicemente nel petto, nasceva anche quel calore così grande, per cui talvolta il sudario di lana che portava, e particolarmente in quella parte che toccava immediatamente dalla parte del cuore, restò come abbrustolito, quasi che fosse sta­to vicino al fuoco » (229).

Còme spiegare questa strana palpitazione di cuore e questi bruciori eccezionali? Si trattava di una malattia di cuore o era effetto di qualche fenomeno mistico ridondante anche nel fisico? Precisamente. Era effetto di una misteriosa stigmatizzazione.

(224) Lt I, p. 494, 26 febbraio 1744.

(225) Lt II, p. 247.

(226) L. Alessi POC 134.

(227) PA 92v-3.

(228) « ...Mentre io ero ancor novizio... viddi un sudario di lana che portava il P. Paolo il quale era come abbrustolito dalla parte davanti, e par­ticolarmente dalla parte del cuore indicante l'incendio di carità dal P. Paolo » (P. Giovanni POR 367).

(229) Strambi, o. c, II, e. VIII p. 261.

 

ili Santo stesso ce ne da la spiegazione. Ed è ancora la Calabresi la privilegiata che riceve il prezioso segreto: «Mi confidò un giorno che un Venerdì Santo, mentre stava orando innanzi al Santo Sepolcro, Gesù degnossi di stampargli ed imprimergli nel cuore la sua Ssma Passione ; e che se gli erano alzate tre coste dalla parte del detto cuore, perché ' ' se no (mi disse) non avrei potuto resistere né vivere. Tutti gl'istromenti della sua Passione 'me li scolpì nel cuore, ed in mezzo di esso il santo Segno Jesu Christi Passio; anzi con la sua Passione m'impresse nel cuore anche i dolori della sua cara Madre. Figlia, Oh, che dolori provavo, oh che amore! Un misto di estremo dolore e di eccessivo amoreì Mi aggiunse ancora che quest'amorosa e dolorosa impressione della Passione lo faceva gemere, massime dal giovedì a sera fino alla domenica di ciascuna setimana; ed alle volte non trovava riposo... » (230).

iL'affermazione fatta dalla Calabresi è confermata da vari altri testimoni, e fu comprovata ufficialmente durante una malattia grave del Santo dal medico F. Del Bene, alla presenza di Domenico Costantini, fr. Bartolomeo e fi. Francesco. Il dottore potè osservare nella parte sinistra del petto di Paolo « una specie di elevazione o enfiamento... ». Sulle prime pensò a un vizio organico (231); ma poi, fatta «la necessaria ispezione e palpamento», restò meravigliato e disse «che quella elevazione delle coste non era certamente naturale, ma che si poteva sicuramente credere... fosse un effetto soprannaturale, quale appunto si leggeva di S. Filippo Neri originata dalla veemenza dell'amore verso Dio » {232).

(230) POR 1996v-7v.

(231) D. Costantini POC 545v-6.

(232) Fr. Francesco POR 826v. Il medico fa questa testuale deposizione nei Processi: « La carità e l'amore del Servo di Dio P. Paolo della Croce io credo che fosse grande, eroico ed intenso in un modo assai particolare, onde non potesse il di lui cuore contenersi nella sua naturale circonferenza, ma cagionasse nel ventricolo sinistro del medesimo qualche dilatazione. Difatti un contrassegno di ciò erano le palpitazioni e dolori di cuore che spesso affliggevano il Servo di Dio.

 

Maggiormente mi confermai in questo sentimento allorquando da circa 10 anni (or) sono, fui chiamato per curare il P. Paolo che stava ammalato nel ritiro di Vetraria... In tal occasione, stando egli in letto... volli di tale elevazione ed incurvamento meglio assicurarmene col tatto, con­forme feci attastando con la mano in quella parte... » (F. Del Bene POC 157-158).

M p. Giambattista, confessore di Paolo 'fino al 1765, dietro pressante richiesta dichiarò che il santo, oltre il Segno della Passione che portava all'esterno sul petto, ne portava un altro intcriore « in tutto simile, impressogli da Dio con la sua onnipotenza nel cuore; dal che nasceva quella palpitazione che di continuo soffriva » (233).

C'è anche un'altra asserzione esplicita di Paolo, fatta al p. Antonio Danei: « Ha detto in diverse volte in atto di conferenza spirituale che il Signore Iddio gli aveva impresse nel suo cuore gl'istrumenti tutti della sua Passione e che in ciascun Venerdì ne provava le pe­ne... » (234).

Come si vede, è un fatto abbastanza documentato, degno coronamento della impressione delle pene infuse nello spirito del Santo, che causavano « dolore e amore », essenza della sua contemplazione.

 

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